Emozioni da pista. Dopo aver lasciato tutti a bocca aperta nel 1997 con l'arrivo della YZF-R1, ai saloni autunnali del 1998 Yamaha presenta la YZF-R6. Una 600 supersportiva che, come la sorella maggiore tra le 1000, scombussolò il settore delle medie cilindrate. Una moto senza compromesssi, nata per offrire il meglio in pista ed che anche su strada garantiva badilate di divertimento, seppure meno fruibile di concorrenti come Honda CBR 600 F o Kawasaki ZX-6R.

Moto che dalla sua proponeva tante novità e che, di lì a poco tempo, divenne riferimento per una nuova generazione di medie sportive e che, di fatto e dati i numeri di vendta sul mercato, diede vita poi al campionato Mondiale SS600 nato proprio per consentire, come avvenne per la SBK, ai numerosi appassionati di vedere in pista quelli che erano mezzi da corsa regolarmente targati.

YAMAHA YZF-R6: CHE MOTORE!

La YZF-R6 del 1999 offriva spunti notevolissimi. Dalle forme, aggressive e taglienti, all'inedito telaio Deltabox II in alluminio con parti fuse unite a parti stampate, al motore con cilindri in blocco con il basamento e cambio Tri-Axis (ad alberi sovrapposti) era accreditato di una potenza di 101 CV alla ruota (120 CV dichiarati) ad un regime stratosferico per il periodo: 13.000 giri/min ma con allungo fino ai 15.500! 

La moto era compattissima, con dimensioni quasi da 250 GP e questo grazie al grande lavoro fatto per contenere gli ingombri longitudinali che consegnavano un interasse contenuto in 1.380 mm. Il peso a secco dichiarato era di 169 Kg che diventavano 189 in ordine di marcia.

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