Tempi lontani. Negli anni '80 il motore 2T era per eccellenza il motore da corsa. Le furiose 500, le affilate 250 o le guizzzanti 125 e 80 erano le prime donne quando si parlava di corse. E le varie Case, sempre attente a soddisfare i "pruriti" degli appassionati, sfornavano moto ancora oggi iconiche. Le race replica 2T pur cariche di grinta e fascino, non erano la norma sulle nostre strade. Troppo forte la concorrenza delle medie e maxi sportive con motori 4T, eppure seppero ritagliarsi una loro fetta di consensi tra quegli appassionati che ammiravano prodotti caratterizzati da doppi, tripli o quadrupli scarichi dotati di camere di espansione che sparavano miscele (e odori) di olio e benzina.

Le sportive Honda che hanno fatto la storia VIDEO

SUZUKI RGV GAMMA E YAMAHA TZR 250: LOTTA DI CLASSE

Yamaha e Suzuki, se le davano di santa ragione. Le RD 500 e le RG 500 Gamma erano le repliche delle 4 cilindri che calcavano i circuiti del mondiale 500, ma anche sul fronte delle "quarto di litro", la 250, non mollavano la presa. Ecco allora che RGV Gamma 250 (e prima ancora la RG 250 con motore in parallelo) e TZR 250 si sfidavano a suon di prestazioni e look corsaiolo. La RGV Gamma 250, protagonista di questo confronto d'epoca, era decisamente più evoluta della rivale ferma alla generazione precedente. Il mercato andava scemando, nel 1989, per questo tipo di moto e Yamaha lasciò di fatto campo libero alla rivale di Hamamatsu. Un filone che poi ebbe un ultimo sussulto a metà anni '90 con l'Aprilia RS 250. Ma questa è un'altra storia.

TECNICA

La differenza più marcata arriva dal motore. Entrambe adottavano un 2T bicilindrico, ma le similitudini si fermavano qui: la RGV Gamma vantava una più avanzata unità a V di 90° accreditata di 52,7 CV (effettivi), dotata di valvole sdoppiate a saracinesca sugli scarichi ed una coppia di carburatori Mikuni da 32 mm. La TZR portava in dote un "parallelo" da 46,7 CV (effettivi) e carburatori, sempre Mikuni, ma da 28 mm di diametro. Allo scarico agivano due valvole (una per cilindro) elettroniche e di tipo rotante.

Il telaio era per entrambe le moto di tipo a doppio trave in alluminio. con doppia culla inferiore, Deltabox per Yamaha e AL-Box per Suzuki. Più moderno nel disegno quello della sportiva di Hamamatsu che nel complesso, vantava un progetto più evoluto della rivale.

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