Rewind, Kawasaki ZXR 400: piccola grande sportiva

Rewind, Kawasaki ZXR 400: piccola grande sportiva

Indole racing, potente e gasante con quel motore da 15.000 giri. Pesava quasi quianto una maxi del periodo e non costava poco, ma per prestazioni globali è ancora oggi una moto godibilissima (a patto di trovarne una)

 

PUROSANGUE ADDOMESTICATA

Da buona sportiva, la Kawasaki ZXR 400 è piuttosto compatta, ma anche i piloti più alti riusciranno a trovare una sistemazione accettabile, le maggiori difficoltà sorgevano invece al momento di accucciarsi dietro al ridotto cupolino. La posizione di guida non è esasperatamente coercitiva, ma la sella decisamente bassa, crea un inserimento nel corpo macchina che ad alcuni potrà sembrare eccessivo. Il manubrio è piuttosto distante, ma non tanto da creare affaticamenti alle braccia, mentre le pedane non sono particolarmente alte da arretrate.

Quando si sale in sella ci si accorge che si tratta di una purosangue ma molto ben addestrata, quasi addomesticata, capace di tirar fuori le unghie, ma solo quando è il pilota a volerlo; comunque rimane sempre molto docile come se riconoscesse il padrone, a dispetto di una apparenza aggressiva che la vorrebbe data solo a chi ha già il pelo sullo stomaco. Invece anche ai neofiti è concesso entrare le sue grazie.

Solo nei percorsi strettissimi (cioè in città) ci si trova un po' a mal partito, mentre appena si acquista velocità, la ZXR e trasmette grande sicurezza e ciò è dovuto principalmente a due fattori: uno sterzo solido come una roccia è un propulsore veloce ma mai brusco. Certo se andarci piano è una cosa andassi forte è un'altra, per ottenere buone prestazioni ci vuole un minimo di malizia: motore infatti, pur regolarissimo, a basso regime lo spinge più di tanto, così va mantenuto sempre su di giri (al di sopra di quota 10.000), e in curva bisogna cercare di perdere meno velocità possibile, ed in questo la piccola Kawasaki aiuta, grazie proprio al granitico avantreno, che permette di affrontare i curvoni insicurezza a gas spalancato, pennellando le tre torri al millimetro.

Rewind, Kawasaki ZXR 400: piccola grande sportiva |FOTO

Rewind, Kawasaki ZXR 400: piccola grande sportiva |FOTO

Negli anni '90 la casa di Akashi aveva in catalogo una pepata 400 dal frazionamento a 4 cilindri con cui dare battaglia alle bicilindriche 2T Suzuki e, in seguito, Aprilia. Pesava quasi quanto una maxi del periodo, costava parecchio, ma grazie al suo incredibile fascino e le brillanti prestazioni molto passava in secondo piano. Per non parlare del sound di quel motore da quasi 60 CV alla ruota che urlava fino ai 15.000 giri.

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IL MOTORE

La curva di erogazione è incredibilmente ampia, basti pensare che il limitatore entra in funzione a 15.000 giri indicati, ma è possibile viaggiare in sesta a 1500 giri, pena soltanto qualche lieve incertezza all'apertura del gas.

Già a 4000 giri il tiro si regolarizza, a partire dagli 8000 giri il motore comincia a spingere in maniera sostanziosa, in un continuo crescendo accompagnato dall'urlo dello scarico, l'accelerazione si stempra solamente con l'approssimarsi della zona rossa. Nella classica prova di accelerazione sui 400 m la ZXR 400 spunto un ottimo 12,2 secondi grazie ad un avantreno ben saldo a terra che permette di aprire il gas senza tanti riguardi. La velocità massima fatta registrare è di 212,1 km/h superiore a quella delle sportive due tempi di 250 cc.

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