Vi spieghiamo perché la Honda Transalp 750 ha così tanto successo

È lì in cima alle classifiche di vendita da quando è stata lanciata, come del resto tutte le versioni precedenti a partire dal 1986. Una moto che ha un'arma segreta!
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Vi spieghiamo perché la Honda Transalp 750 ha così tanto successo

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 26 agosto 2026, 08:45

Nel 2025 è stata la terza moto più venduta in Italia, con 2.920 immatricolazioni, e nel primo semestre 2026 è rimasta ai vertici della classifica. Un successo che non può essere spiegato soltanto dal blasone Honda o dal ritorno di un nome storico, perchè la Transalp è, prima di tutto, una moto estremamente equilibrata che conquista immediatamente con il suo carattere che non mette mai in soggezione. Non importa chi tu sia, quanta esperienza hai in sella e quale sia la tua estrazione... su di lei, ti trovi subito a guidare con confidenza. Ma è tutto qui il segreto del suo successo? 

Una formula "magica"

Il bicilindrico da 755 cc offre 92 CV, il peso supera di poco i 200 kg e le ruote da 21 e 18" permettono di affrontare tanto l'asfalto quanto le strade bianche. Però nonostante le misure non è una specialistica del fuoristrada e non vuole esserlo, così come non pretende di competere con le maxi-enduro da 1200 o 1300 cc. Il suo punto di forza è poter fare praticamente tutto senza diventare impegnativa in nulla.

Può essere la prima adventure di un motociclista, la moto da viaggio di una coppia o il passaggio naturale per chi vuole sostituire una maxi-enduro con qualcosa di più semplice. La possibilità del depotenziamento per la patente A2 allarga ulteriormente il pubblico, ma non è questo il suo vero terreno, dato che si tratta pur sempre di una moto "media".

Nel mondo delle adventure moderne, dove è diventato relativamente facile superare i 15.000 o addirittura i 20.000 euro per un mezzo completo e blasonato, una Transalp che parte da poco più di 10.000 euro occupa una posizione estremamente interessante. Non è una moto economica in senso assoluto, ma appare ragionevole rispetto a ciò che offre e soprattutto rispetto a molte delle sue concorrenti. 

Poi c’è il nome

Il nome Transalp, inoltre, porta con sé un'eredità che va ben oltre la semplice operazione nostalgia. Nata nel 1986, la prima XL600V Transalp si è costruita negli anni una reputazione molto precisa: affidabilità, facilità d'uso e attitudine al viaggio, per una moto pensata per macinare chilometri senza complicazioni, capace di affrontare l'autostrada come le strade secondarie e gli sterrati leggeri.

È proprio questa associazione tra il nome Transalp e l'idea di viaggiare senza preoccuparsi troppo della moto che Honda ha riportato nel modello attuale. La 750 è tecnologicamente molto più moderna, ma eredita soprattutto quell'immagine di compagna di viaggio solida e affidabile che ha contribuito a rendere il nome Transalp uno dei più riconoscibili nella storia delle adventure Honda.

Impossibile non riconoscere la sua bontà complessiva

La Transalp non è una moto che si compra perché è la migliore in qualcosa, ma perché è difficile trovare un motivo concreto per non considerala "abbastanza" per tutto. È abbastanza potente, abbastanza leggera, abbastanza comoda, abbastanza tecnologica e abbastanza capace anche lontano dall’asfalto. In altre parole, è esattamente quello che una grande fetta di motociclisti sta cercando: una moto alla quale non si è costretti ad adattarsi, ma che si adatta ad ogni situazione.

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