I giovani non comprano più moto? Una questione più complessa di quanto sembri

L'età media dei motociclisti continua a crescere, le nuove generazioni invece sembrano allontanarsi dalle due ruote: perché?
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I giovani non comprano più moto? Una questione più complessa di quanto sembri

Antonio VitilloAntonio Vitillo

Pubblicato il 23 giugno 2026, 16:12 (Aggiornato il 23 giugno 2026, 14:19)

Calano gli acquisti di moto da parte dei giovani, l’età media degli appassionati continua a salire. Secondo una ricerca sulle abitudini dei motociclisti italiani, gli under 24 rappresentano appena il 12% dei motociclisti del nostro Paese, mentre la fascia più numerosa è quella compresa tra i 25 e i 44 anni. Il settore tutto si interroga sul fenomeno. 
Sebbene per diversi motivi, cercano risposte adeguate sia la base dei praticanti sia i vertici delle aziende. A confermare il sintomo di "decremento demografico" nel motociclismo giovanile vi sono i segmenti più venduti: dalle crossover alle tourer, passando per cruiser e modern classic, sono categorie che annoverano modelli destinati ad un pubblico fondamentalmente adulto.

Un mercato sempre più maturo

Quale effetto, le case motociclistiche hanno progressivamente orientato la propria offerta verso clienti con maggiore capacità di spesa, con moto sempre più sofisticate dal punto di vista tecnologico, più accessoriate. Strategia che, se è comprensibile dal punto di vista commerciale, ha anche contribuito ad aumentare la distanza tra il mondo delle due ruote e le nuove generazioni, in qualche modo “vittime” dell'attuale contesto economico e sociale, molto diverso da quello vissuto dai loro genitori.
Da aggiungere c’è che oggi il costo di accesso al motociclismo non si limita all’acquisto della moto e l’assicurazione; la specifica patente, l’equipaggiamento tecnico e la manutenzione sono cose che richiedono un investimento che per molti giovani è ostacolo oggi quasi insormontabile.

Quando la moto era sinonimo di libertà

Nel vecchio secolo soprattutto, il motorino prima e la moto poi hanno rappresentato uno strumento di emancipazione. Erano il mezzo attraverso il quale raggiungere amici e luoghi di aggregazione, andare a scuola o al lavoro, rappresentavano la conquista di quella libertà di movimento che accompagnava i tempi dell’adolescenza e della maturità. Come fosse un rito di passaggio..
Quel contesto sociale è ora profondamente cambiato. Le città offrono nuove forme di mobilità condivisa, mentre grossa parte delle relazioni personali si sviluppa attraverso strumenti digitali. La moto ha progressivamente perso quel “ruolo di necessità” quotidiana che quasi sempre innescava una passione. Assumendo quello di scelta sostanzialmente legata al tempo libero.

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