SWM Gran Milano 500: le opinioni di InMoto "fuori dai denti"
Alessandro Codognesi
Pubblicato il 19 maggio 2026, 10:36
Ammetto che, prima di questa prova, era parecchio che non sentivo parlare di SWM. Pur avendo constatato la loro presenza a EICMA, puntuale come ogni anno, avevo un po’ perso le loro tracce. Mi ha positivamente sorpreso quindi sapere che non solo esistono, ma proliferano, quantomeno a livello di gamma prodotti. Perché ok, la proprietà è cinese, ma il fatto che abbiano rilevato gli ex stabilimenti Husqvarna, riassorbendo parte della forza lavoro, fa piacere a prescindere.
Venendo alla Gran Milano, mi è piaciuto il livello generale delle finiture e l’estetica: dal vivo è ricca di piccoli dettagli da studiare e osservare da vicino. Sì, lo so, ci sono angolazioni che ricordano modelli già visti (è inutile che stiamo qui a giocare a “trova le differenze” facendo nomi), ma l’insieme è comunque originale. Trovo corretta poi la scelta di non caratterizzarla in maniera eccessivamente sportiva: il rischio di scontrarsi con le tantissime naked di media cilindrata era elevato. In questo modo questa SWM fa un percorso tutto suo, rimanendo a metà strada. Un po’ scrambler, un po’ naked e perché no, anche un po’ cruiser.
Ah, casualmente costa la stessa cifra della sua rivale diretta, la Voge Trofeo 500...
SWM Gran Milano 500, salto di qualità | IL VIDEO DEL TEST
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