Triumph Thruxton 400 e Tracker 400: le opinioni di InMoto "fuori dai denti"

Bastano davvero 42 cavalli per divertirsi? Ci avrà convinto? Queste le nostre sensazioni senza mezzi termini

Triumph Thruxton 400 e Tracker 400: le opinioni di InMoto "fuori dai denti"

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 14 maggio 2026, 10:12

È troppo facile prendere una moto da “mille” cavalli, sospensioni all’estremo della tecnologia aerospaziale e dire che è emozionante da guidare… è come scoprire l’acqua calda. Quello che è più difficile, piuttosto, è trovare una moto entry level che abbia tutti i numeri in ordine per far comparire un sorriso sotto il casco. Per rendere questo possibile, non si può puntare sulle secchiate di adrenalina che certe moto regalano solo girando il polso destro; ci vogliono elementi equilibrati e ben mixati che possano far godere anche se un modello non monta componenti derivati dalle corse.

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Triumph Thruxton e Tracker 400: potenza giusta al momento giusto

Thruxton e Tracker 400 hanno raggiunto questo particolare bilanciamento grazie a una ciclistica tarata in modo corretto, a un motore bello sia da far passeggiare che da strat tonare, e a una più generale sensazione di qualità da gustare una marcia dopo l’altra. In questo caso i 42 CV possono regalarci dopamina, di quella buona, lavorando in armonia con tutto il resto, anche andando forte ma senza mai rimanere impiccati. Se le si tratta con rispetto, queste Triumph rispondono in modo sincero ad ogni comando e non solo fanno divertire in sicurezza, ma riescono anche a far andare sorprendentemente forte con poco sforzo fisico e senza troppo impegno mentale. Una buona alchimia che riesce a far divertire anche chi è più navigato e abituato a cavallerie di gran lunga superiori.

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