Perchè così tanti motociclisti cadono sullo Stelvio?

Michele Lallai
Pubblicato il 15 aprile 2026, 10:15
Il Passo dello Stelvio è una delle mete più frequentate dal turismo motociclistico europeo, con una fama legata alla spettacolarità del tracciato, del panorama e alla concentrazione unica di tornanti che mettono alla prova i motociclisti. Proprio questa combinazione, però, lo rende anche uno dei luoghi dove si registrano con più frequenza cadute a bassa velocità senza dinamiche violente, ma estremamente ricorrenti e tutte simili. Di chi è la colpa? Della strada? Della moto? O forse è solo del motociclista?

È colpa della strada? No
L’analisi delle dinamiche porta a escludere, nella maggior parte dei casi, la colpa della strada. L’asfalto può essere irregolare e la carreggiata stretta e molto in pendenza, ma non presenta criticità tali da giustificare, da sole, l’elevato numero di incidenti. Di fatto lo Stelvio è definita dai più una strada sicura e qualsiasi opera di adeguamento non eviterebbe questo tipo di situazioni, a patto di modificare in modo pesante tutta la struttura di strada e curve.
I tornanti dello Stelvio sono infingardi per due caratteristiche principali: raggio molto ridotto e inclinazione spesso sfavorevole, e in diversi punti la pendenza laterale non aiuta la percorrenza ma tende ad accentuare la sensazione di chiusura verso l’interno. A basse velocità, questa configurazione mette in difficoltà l’equilibrio del mezzo, richiedendo precisione nella gestione di sterzo, frizione e acceleratore. Possiamo dire che è una combinazione di fattori difficile da trovare nelle strade di tutti i giorni, ma non così rara nelle montagne italiane.

È colpa della moto? No
Le moto coinvolte sono spesso grandi tourer o maxi enduro, frequentemente utilizzate con passeggero e bagagli. Si tratta di veicoli pesanti che nelle manovre lente diventano più impegnativi da gestire. In queste situazioni, anche una minima perdita di equilibrio può evolvere rapidamente in una caduta, e bisogna essere preparati
Chi imputa la colpa alle moto che "sono diventate troppo pesanti" deve prendere in considerazione che le grosse moto da turismo, leggere, non lo sono mai state, e che l'aggravio di peso cambia totalmente la dinamica di guida. Sta di fatto che anche in questo caso non possiamo attribuire colpe ai mezzi che vengono guidati, perchè non si tratta di mezzi poco sicuri o che necessitano di interventi particolari. Date le bassissime velocità, inoltre, non possiamo imputare colpe a ciclistica o gomme.

È tutta una questione di tecnica!
È palese che il fattore determinante resta la tecnica di guida, anche perché dinamica di caduta più comune è sempre la stessa: ingresso nel tornante in salita a velocità molto ridotta, sterzo chiuso, moto inclinata, e patapam! Questo succede perché il pilota percepisce lo sbilanciamento verso l’interno e la reazione istintiva è quella di intervenire sul freno anteriore per fermare la moto.
L’uso del freno anteriore a bassa velocità, con lo sterzo già girato e la moto inclinata, provoca una rapida perdita di equilibrio e letteramente una caduta a peso morto della moto che ormai è fuori asse. La compressione della forcella altera ulteriormente la distribuzione dei pesi e la moto piomba verso l’interno del tornante senza possibilità di recupero.
Come si evita la caduta?
La gestione corretta di questa situazione richiede un approccio opposto e quasi controintuitivo se non si è abituati. In presenza di uno sbilanciamento a bassa velocità, la reazione più efficace è evitare di frenare e fermarsi agendo con gradualità sull’acceleratore. L’erogazione di potenza favorisce l’autoraddrizzamento del veicolo e consente di completare la curva riportando sù peso ed equilibrio.
E quando c'è un'auto o una moto che inchioda davanti e io non posso che fermarmi? In questo caso serve più mente fredda e un pizzico di fortuna, perchè è necessario riportare la moto in posizione perpendicolare all'asse verticale della moto e non alla strada, prima di fermarsi. In questo caso si richiede un po' più di skills e forza fisica per spingere di nuovo i pesi verso l'esterno della curva, ma non c'è altro modo per evitare il patatrac.
Lo Stelvio è una scuola
Insomma l'abbiamo capito, nella gran parte dei casi la caduta non è imputabile né alla strada né al mezzo, ma a una reazione inadeguata del pilota impreparato o che si fa prendere dal panico. Il contesto dello Stelvio è una scuola vera e propria perché amplifica gli errori dati dai limiti tecnici del guidatore e dalle abitudini scorrette. A conferma del fatto che anche anche nel motociclismo turistico, la tecnica rimane uno dei punti chiave per viaggiare in sicurezza.
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading

