Prova BMW R 12 G/S: tra off-road e heritage | UN MESE CON
Forse meno versatile, sicuramente meno potente, ma con doti fuoristradistiche sconosciute alla 1300. E anche su strada ci si diverte parecchio. Ecco la G/S che ti ruba il cuore

Diego D'Andrea
Pubblicato il 25 febbraio 2026, 11:38 (Aggiornato il 27 feb 2026 alle 12:56)
Se faceste un sondaggio tra i vostri amici bmwisti notereste subito, a proposito della recente evoluzione della GS, una netta spaccatura: alcuni ab bracciano incondizionatamente e senza rimpianti la svolta epocale introdotta con l’ultima 1300; altri rimpiangono le precedenti generazioni. Una spaccatura che non separa torto e ragione, ma semplicemente punti di vista differenti e differenti convinzioni; soprattutto su quanto incidano, agli estremi della bilancia, gusto e piacere di guida da una parte, resa ed efficacia dall’altra. Per fortuna, una grande Casa come BMW può permettersi il lusso di ac contentare tutti, ed ecco quindi arrivare in listino la R 12 G/S che monta il “vecchio” bicilindrico boxer 1200 raffredda to ad aria/olio; un mezzo che, pur non essendo una GS vera e propria ma una G/S, punta a preservare tutto lo spirito primigenio di questa stirpe leggendaria, a partire dai richiami alla mitica R 80 G/S degli anni ’80, la moto da cui tutto ebbe inizio. Una mossa eccellente!
Una scelta strategica che molti altri brand, al momento di effettuare piccole/gran di rivoluzioni di gamma, non hanno avuto la prontezza di attuare. Pensate, ad esempio, se Ducati fosse stata più lungimirante (ma forse non ne aveva la possibilità) e avesse affiancato all’ultima generazione Monster – quella che ha tagliato nettamente i ponti col passa to – una linea “authentic” con tanto di distribuzione desmodromica e telaio a traliccio, magari direttamente ispirata alla S4Rs Testastretta dei tempi d’oro… tanti appassionati delle rosse bolognesi (tutti?) ne sarebbero stati entusiasti. Detto questo, mi perdonerete adesso un inciso in prima persona: la R 12 G/S non vedevo l’ora di provarla; perché se da un lato sono un estimatore dell’ultima 1300 (anche in versione Adventure; un po’ meno della variante AMT), su quel boxer 1200 raffreddato ad aria/olio, sin dalla nostra “prima volta”, ci ho lasciato il cuore.
Un mese con la BMW R 12 G/S: in città, in viaggio, in alta montagna
L’occasione per un test è arrivata con questo “un mese con” durante il quale ci siamo divertiti insieme in città, in viaggio, in alta montagna, tra le curve e, ovviamente, a sguazzare nel fango. Perché da vera G/S (“Gelände/Straße”, fuoristrada/strada) questa moto ha una forte connotazione off-road – molto più della “cugina” 1300 – soprattutto se equipaggiata col pacchetto Enduro Package Pro con cui l’abbiamo testata. Ma procediamo con ordine.
Per prima cosa questa BMW non si limita a vestire i panni della leggendaria R 80 mettendo in campo un semplice maquillage estetico – per altro riuscitissimo, è la classica moto che fa girare la testa – ma ne raccoglie l’eredità morale grazie a una ciclistica votata anche al fuoristrada vero e a un’elettronica raffinata ma allo stesso tempo semplice. Non è una moto da bar col tassello, ma una vera esploratrice che, se glielo chiedi (e se ci sai fare) sa “sporcarsi le mani”.

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