Prova BMW R 12 G/S: tra off-road e heritage | UN MESE CON
Forse meno versatile, sicuramente meno potente, ma con doti fuoristradistiche sconosciute alla 1300. E anche su strada ci si diverte parecchio. Ecco la G/S che ti ruba il cuore

Diego D'Andrea
Pubblicato il 25 febbraio 2026, 11:38 (Aggiornato il 27 feb 2026 alle 12:56)
BMW R 12 G/S: come è fatta
La prima cosa evidente è la prevalenza della sostanza sulla forma. “Forma” non in riferimento all’estetica (che la moto è bellissima è stato già detto?) ma alla volumetria: carene e sovrastrutture ridotte all’osso rendono infatti immediatamente protagoniste, anche dal punto di vista visivo, la meccanica e la ciclistica. La sostanza, appunto. Per quanto riguarda il motore, si tratta di un’evoluzione del bicilindrico boxer ad aria/olio di 1.170 cm3 già a bordo delle nineT, ma affinato nell’erogazione e nelle emissioni: esprime 108 CV di potenza massima e 115 Nm di coppia. Non sono numeri da capogiro, ma quando ruoti il comando del gas hai la sensazione lucida che sotto di te scalpitino cavalli veri, vivi, che nel la foga di lanciarsi al galoppo scuotono irrequieti l’asfalto (e l’animo del pilota). Un arsenale “equestre” felicemente con centrato ai medio-bassi regimi, così co me la coppia abbondante proprio lì dove serve… il risultato è un’erogazione che è pura gioia motociclistica. La moto si struttura attorno a un telaio a ponte in acciaio tubolare monoblocco. Il telaio posteriore, anch’esso realizzato in acciaio tubolare, è imbullonato alla struttura principale. Il cannotto di sterzo è posizionato leggermente più alto e più in avanti per poter ospitare la ruota anteriore di 21’’ (tubeless); quella p steriore, che misura 17’’ nella versione “standard”, è di 18’’ sul nostro esemplare equipaggiato con l’Enduro Package Pro. La sella monoposto è piatta e lineare, e asseconda le velleità fuoristradistiche del mezzo: con l’Enduro Package Pro raggiunge gli 875 mm da terra (sono 860 mm, sulla standard con ruota posteriore di 17’’). Il comparto sospensioni sfrutta una forcella telescopica rovesciata completamente regolabile di 45 mm Ø ed escursione di 210 mm, mentre al posteriore spicca un forcellone Paralever con ammortizzatore angolato, dotato di smorzamento dipendente dalla corsa e regolabile in ogni parametro, con escursione di 200 mm.
La frenata vede all’anteriore un impianto Brembo a doppio disco (310 mm Ø), con pinze flottanti a 2 pistoncini montate assialmente. Al posteriore c’è un disco di 265 mm Ø con pinza flottante a 2 pistoncini. Da sottolinea re, l’ABS Pro (parzialmente integrale) con funzione cornering, che testimonia – al netto del fascino heritage della R 12 – la buona concentrazione di sistemi tecnologici a bordo. Di serie, le modalità di guida sono Rain, Road ed Enduro, con la modalità aggiuntiva En duro Pro inclusa nell’ Enduro Package Pro, ulteriormente affinata per la guida in fuoristrada (permette ad esempio di disattivare l’ABS sulla ruota posteriore). Non mancano il controllo dinamico della trazione (disattivabile) e il sistema di regolazione della coppia del motore in fase di rilascio. Mentre il quickshifter (Shift Assistant Pro) è un optional. In aggiunta a quanto già segnalato, l’En duro Package Pro comprende le pedane enduro, più ampie e con 3 file di denti ni per aumentare il grip dello stivale (la leva del freno posteriore, inoltre, può essere ruotata per meglio adattarsi alla guida da seduti o in piedi); e non man cano un riser manubrio di 20 mm e pneumatici di primo equipaggiamento tassellati e slitta paramotore.
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