Ducati, il Monster 2026 saluta il Desmo: una scelta che divide
Durante la presentazione del "Mostro" 2026, una sola domanda frullava in testa: avranno fatto bene o male a eliminare il sistema desmodromico dalla loro naked per eccellenza?
Alessandro Codognesi
Pubblicato il 13 febbraio 2026, 17:08 (Aggiornato il 13 febbraio 2026, 16:26)
È un argomento spinoso, quello dell’abbandono del Desmo da parte di Ducati (solo per alcuni modelli). Durante la presentazione della nuova Monster (di cui trovate l'approfondito #SottoEsame), non facevo che pensare a questo. Perché in effetti, a ben guardare, ci sono ottime ragioni da entrambi gli schieramenti. Da una parte c’è Ducati, che giustamente dichiara di aver realizzato un piccolo capolavoro di ingegneria, con questo nuovo bicilindrico (che ricordiamo, è comunque un V2 con fasatura variabile, unico della sua categoria).
Ducati e il nuovo V2 senza Desmo
Lo descrivono come capace di esaltare il divertimento e l’efficacia da una parte, la facilità d’uso dall’altra. Insomma, un motore migliore del precedente Testastretta 11° sotto ogni punto di vista, anche dell’affidabilità: il fatto di non avere la distribuzione desmodromica permette di ridurre drasticamente i tagliandi che prevedono il controllo del gioco valvole (da effettuarsi ogni 45.000 km), oltre a essere un intervento decisamente meno dispendioso. E fin qui, sottoscriviamo ogni singola parola. Ma…
Un pezzo di storia
C’è un “Ma” ingombrante, non trascurabile, che non è soltanto l’urlo disperato di qualche fanatico. Il fatto di eliminare soluzioni tecniche che, in passato, hai sempre sbandierato come tua primizia tecnologica, è in parte una piccola rinuncia, e questo è innegabile. Soprattutto se sulla versione precedente avevi già eliminato un altro baluardo dei ducatisti, ovvero il telaio a traliccio. La moto funziona meglio di prima? Indubbiamente, sotto ogni punto di vista. Eppure…

Roba già vista
Nel mondo delle auto, alcuni costruttori hanno già sperimentato questo fenomeno: Porsche con i modelli a quattro cilindri (turbo, ma pur sempre 4 cilindri, invece del classico 6 cilindri boxer), Mercedes ha prodotto le prime AMG a quattro cilindri…E no, i risultati non sono stati quelli sperati. Tanto che Mercedes è tornata a produrre le AMG con motori V8. Il motivo? Alla clientela di quel genere di auto non importa che un 4 cilindri possa funzionare meglio di un V8 (tutto da dimostrare, peraltro). Semplicemente, per loro, una AMG deve montare un motore V8, punto e basta. Il sound, le vibrazioni, il modo di erogare la potenza…un 4 cilindri, per quanto pompato e “ibridizzato”, non potrà mai garantire le stesse sensazioni.
Torniamo alla Ducati: il Desmo in effetti non trasmette qualcosa di percettibile, se parliamo di sensazioni di guida. Vi sfido a riconoscere, soltanto guidandolo, un motore con distribuzione desmodromica da uno senza. È una primizia tecnologica che è gratificante sapere di avere, punto. Dunque il discorso di Ducati sembra tornare, anche perché rispetto a tanti altri non si sono fatti ingolosire dalla possibilità del bicilindrico parallelo (molto più economico da progettare) e hanno comunque implementato diverse tecnologie, su tutte la distribuzione variabile. Hanno sviluppato un nuovo motore, tecnologico, moderno, che rinuncia a qualcosa in cambio di prestazioni e affidabilità.

Piccolo monito
Nonostante questo, però, è indubbio che, andando a erodere modello dopo modello le soluzioni tecniche che, nel corso della storia, ti hanno reso celebre nel mondo, il rischio è di omologarsi ad altri competitor. E con la Cina sempre più incalzante e competitiva, ma che ancora non ha raggiunto le aziende europee per quanto riguarda il know-how, forse conviene salvaguardare il più possibile la storia, ciò che ancora ci viene riconosciuto a livello globale. Perché se invece ti adegui a loro, hai perso in partenza, garantito. Perciò: evviva il nuovo V2, ma cara Ducati, non dimenticare mai da dove vieni!
Ducati Monster 2026: no desmo, no party? IL VIDEO DEL TEST
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading

