Suzuki DR-Z4S, Paolo Ilariuzzi: "Il pubblico italiano non ha mai smesso di chiederne il ritorno"

Per capire a fondo il perché di una moto come la nuova DR-Z abbiamo scambiato quattro chiacchere con il direttore della divisione moto di Suzuki Italia

Alessandro CodognosiAlessandro Codognosi

Pubblicato il 22 luglio 2025, 09:36

– Paolo, come mai il ritorno della DR-Z4S dopo tanti anni? Era una richiesta del mercato o più una vostra intuizione?
"Ci sono alcune moto che hanno scritto la storia del motociclismo, e la DR-Z 400 era ed è ancora oggi un modello iconico all’interno della gamma Suzuki. E non solo. È sempre stata molto apprezzata per la sua versatilità e capacità di affrontare sia strade asfaltate sia terreni più impegnativi. Questa moto è scelta dagli appassionati di enduro e off-road, grazie al suo design robusto e al motore performante che dispone di una coppia massima disponibile fin dai bassi e medi regimi, ideale per la guida in fuoristrada, ma è anche sufficientemente lineare per l’uso su strada. L’intuizione l’hanno avuta i nostri ingegneri quando l’hanno progettata e da allora il mercato non ha mai smesso di chiedercela. Ecco perché abbiamo pensato di riproporla in questa nuova interpretazione".

Per il test completo e per sapere con quali voti ha superato il nostro SottoEsame clicca QUI: TEST Suzuki DR-Z4S: i voti del #SottoEsame 

– Per quanto riguarda l’Italia, è una moto destinata ai grandi numeri o rimane una nicchia?

"Oggi l’offerta di questa tipologia di moto è piuttosto limitata quindi, di conseguenza, non possiamo parlare di un segmento di mercato dalle grandi cifre. Tuttavia, i clienti vogliono divertirsi in moto, abbinando alla guida su strada anche il fuoristrada, più o meno estremo a seconda dell’abilità del cliente stesso. Non è un segreto il recente fenomeno dell’adventouring, che interpreta proprio questa voglia di divertirsi, su strada e in off-road. Questa moto, nella versione enduro, è la perfetta risposta a questo tipo di domanda. Una fun-bike che saprà far divertire il pilota in ogni condizione di guida".

– Cambio a 5 marce: scelta obbligata da subito o avete valutato le 6 marce?

"È stata una precisa scelta degli ingegneri di Hamamatsu, in Giappone. Il cambio a 5 marce permette di sfruttare al massimo la coppia e l’accelerazione sin dai bassi e medi regimi. Inoltre, il cambio a 5 rapporti garantisce un ingombro del cambio contenuto a beneficio della compattezza e leggerezza della moto".

– Potrebbe essere la base per una moto più da viaggio?

"Magari con borse, cupolino maggiorato... Chi può dirlo... Al momento non è prevista una versione più “da viaggio” come intendi tu, ma sono certo che i nostri clienti sapranno personalizzare la propria moto a seconda delle proprie esigenze. D’altra parte, gli accessori non mancano".

– Versione motard e versione off- road: come mai questa scelta?

"È una scelta fatta da Suzuki nel lontano 2005, quindi ormai parliamo di vent’anni fa, che ha permesso a molti utenti di apprezzare le doti sportive della DR-Z anche su strade asfaltate, magari in mezzo ai cordoli, regalando tanto divertimento".

– C’è un po’ di Italia in questa nuova DR-Z o è tutto “made in Japan”?

"La moto è 100% made in Japan e diciamo che il mercato italiano, dopo quello degli Stati Uniti, è un riferimento per lo sviluppo della DR-Z. Il pubblico italiano non ha mai smesso di chiedere il ritorno della mitica DR- Z e sono felice di constatare che siamo finalmente riusciti ad accontentarli".

– A che punto siamo con preordini, richieste ecc.?

"Dopo tanta attesa la risposta non poteva che essere positiva. La moto piace, ha una grande qualità costruttiva e un’attenzione ai dettagli tipica del brand Suzuki. Gli ingredienti ci sono tutti per regalarsi momenti entusiasmanti in sella alla DR-Z".

 

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