Triumph TF 450-RC: le opinioni di InMoto "fuori dai denti"
Re Artù aveva Excalibur e il paladino Orlando la Durlindana. Così, per Ricky Carmichael, il pilota statunitense più titolato, la Casa inglese ha realizzato questa cross. Alcune riflessioni "di pancia" direttamente dal nostro test
Alessandro Bettini
Pubblicato il 23 giugno 2025, 10:49 (Aggiornato il 23 giugno 2025, 09:03)
Un vecchio adagio ci ricorda che l’abito non fa il monaco. Questa Triumph arriva sul mercato senza particolari chicche tecniche o vezzi estetici. Schema motore già visto, freni e sospensioni già visti, telaio già visto e una linea che non introduce nulla di speciale se non il colore.
Evidentemente hanno preso quanto di buono era presente sul mercato, e fin qui tutto bene; nel risultato finale invece sono riusciti a dare tanta personalità al progetto perché alla fine non c’è concorrente che possa essere assimilata alla TF 450-RC.
Rendimento motore e handling hanno un carattere spiccato e questo è un bene, poi è anche vero che (come tutte le concorrenti) si tratta di moto ampiamente personalizzabili. Una moto stradale come la prendi la usi. Con una corss è diverso, tante, tantissime variabili influiscono sul comportamento. Taratura sospensioni, bilanciamento tra anteriore e posteriore, mappe con cui variare la potenza del propulsore... Tutti elementi che possono cambiare la moto anche drasticamente.
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