Kawasaki a Idrogeno: a che punto siamo con lo sviluppo?
A EICMA 2022 abbiamo fatto conoscenza con il primo motore alimentato a idrogeno, ma si tratta di una tecnologia ancora in fase di sviluppo. Come funziona il sistema e fra quanto vedremo la prima moto su strada?

Michele Lallai
Pubblicato il 23 novembre 2022, 10:39 (Aggiornato il 23 novembre 2022, 11:38)
I prossimi passi, in breve
La tecnologia, però, sta facendo passi da gigante e di recente è stato scoperto un metodo (presso un'univerità australiana) di stoccaggio in polvere e a temperatura ambiente dell'idrogeno, tramite un complesso sistema di centrifughe che permette di intrappolare le molecole di idrogeno in una polvere di nitruro di boro, sostanza chimica a impatto ambientale nullo che non crea sottoprodotti. Basta poi il riscaldamento sottovuoto per separare nuovamente gli elementi e rilasciare l'idrogeno. Tutto bello, ma ancora in fase sperimentale e non si sa quando e come questo sistema potrà essere utilizzato, nè tantomeno se si tratterà di un sistema più comodo ed economico di trattare l'idrogeno.
Il prototipo del motore visto a EICMA fa il paio con i render della moto che vi mostriamo in questo articolo. Sembra di fatto una moto tradizionale (una H2 rivista nell'estetica) che non ha elementi estetici alieni o parti particolarmente voluminose. Ovviamente non è una moto reale e funzionante - per il momento - ma questo ci fa intuire che lo scopo di Kawa è realizzare una moto con un serbatoio dell'idrogeno praticamente identico in capienza e funzionalità a quello di una moto a benzina... Che stiano anche loro prendendo la strada dello stoccaggo in polvere?
Last but not least... ricordiamoci che Kawasaki Heavy Industries è pioniera nel mondo dell'idrogeno da tantissimi anni. L'azienda è stata la prima a credere in questo elemento e già 40 anni fa ha realizzato la prima nave che stocca e trasporta l'idrogeno in forma liquida a temperature bassissime ed ha in essere una collaborazione stretta con Yamaha e Toyota per lo sviluppo del motore ICE a idrogeno per i mezzi di trasporto del futuro. L'orizzonte temporale per avere qualcosa di funzionante e definitivo si stima sia intorno al 2030, ma di sicuro ci saranno fasi intermedie di sperimentazione nei prossimi anni.
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