Ducati Multistrada: da brutto anatroccolo a regina delle enduro stradali

Nel 2003 debuttò sul mercato la prima Ducati Multistrada 1000, un oggetto alieno diventato istantaneamente un cult. A distanza di 18 anni siamo arrivati alla quarta generazione e la V4 è qualcosa di totalmente nuovo. Vi raccontiamo come il modello è evoluto negli anni

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 15 novembre 2021, 16:11 (Aggiornato il 15 novembre 2021, 16:43)

Correva l'anno 2003 e in Ducati il CEO Minoli aveva assoldato il designer Pierre Terblanche per rivoluzionare l'immagine del marchio. Il risultato di questi accordi ha portato a moto controverse chiamate 999 e Hypermotard, ma una delle più discusse (e di successo) fu senza dubbio la Multistrada 1000 DS, una moto azzardata nello stile, incomprensibile nel posizionamento di mercato e a metà strada fra un'enduro e una vera sportiva Ducati.

Multistrada 2003: controversa e iconica 

La prima apparizione della Multi, nel 2003, fu accolta con sguardi sbigottiti. Non era una moto bella, aveva il cupolino diviso in due e uno strano faro anteriore, gli scarichi alti e un'estetica mista fra curve e spigoli. Non facile da capire a primo acchito. Parlando di guida si trattava di una sensazione inedita: dura e rigorosa come una sportiva, divertente e briosa come una naked leggera, spaziosa e bilanciata come una turistica, con una posizione di guida alta a dominare la strada. Per molti era l'unione perfetta di mondi lontani e questo aspetto ne decretò il successo aprendo la strada al concetto di crossover moderno con ruote da 17", assetto stradale e sospensioni alte.

L'evoluzione di questa moto portò il motore Desmodue a 1100 e a 620 (sfruttando il motore Monster), ampliando l'offerta e affinando i difetti di gioventù anno dopo anno. Per certi versi la Multistrada prima serie diventò una "instant classic", una moto dalla personalità così prorompente che in molti l'hanno elevata a icona e altrettanti l'hanno evitata come la peste per la sua estetica così particolare e il suo carattere così poco definibile. La Multi rimase così "pura" fino al 2010, anno in cui Ducati decise di cambiare i connotati alla moto e regalarle un carattere molto più turistico per sfidare la BMW GS sul suo stesso campo. 

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