L'RCAuto Familiare ha fallito: ora serve una riforma completa

L'RCAuto Familiare ha fallito: ora serve una riforma completa

Le novità in campo assicurativo sono molte. Dovremo assicurare anche la moto che teniamo ferma nel nostro box privato. E quella che utilizziamo nei track days? Nel frattempo una certezza c’è: l’RCAuto Familiare è stata un fallimento. E si parla con insistenza di una riforma in arrivo. Di questo e altro vi parliamo nell’articolo sul numero di ottobre di In Moto, che trovate in edicola

Torniamo a parlare di assicurazioni. Un approfondimento che abbiamo pensato quando, un anno dopo il lancio con grandi squilli di tromba della RCAuto Familiare, se ne è potuto constatare l’annunciato fallimento.

Il fallimento della RCAuto Familiare

Uno dei principali obiettivi della legge era infatti dare ai neopatentati la possibilità di una tariffa accessibile. La formulazione della legge, che pone per l’accesso alla RCAuto Familiare la condizione di un attestato di rischio privo di sinistri negli ultimi 5 anni, è stata però interpretata dalle compagnie come una condizione che porta all’esclusione proprio dei neopatentati e di chi si assicura per la prima volta dal beneficio.

Un altro stratagemma utilizzato dalle assicurazioni per disinnescare l’ingresso in blocco in prima classe di merito di molti assicurati con il grimaldello della RCAuto Familiare, è stato l’innalzamento delle tariffe di base, ricorrendo poi a sconti commerciali forti, per andare incontro a quelli che loro considerano buoni clienti. Ed ecco servito un nuovo sistema per riallineare tutti al livello tariffario precedente alla RCAuto Familiare!

Scrivevamo lo scorso anno...

Lo scorso anno, per commentare la legge che istituiva l’RCAuto Familiare, avevamo intervistato Maurizio Hazan, docente di diritto assicurativo. Le sue parole appaiono oggi profetiche. “Il fabbisogno tariffario rimane intatto, a parità di costo dei sinistri. Ragion per cui il vantaggio correlato all’applicazione del bonus familiare verrà compensato da correzioni di tariffa in aumento, specie a scapito dei più virtuosi. Le compagnie inoltre tenderanno a considerare sempre meno l’impatto delle classi di merito sulla tariffa, proprio perché la classificazione sarà sempre meno attendibile; ed è probabile che valorizzeranno altre variabili di tariffa, quali ad esempio il territorio”.

Siamo tornati così a intervistarlo. E a lui abbiamo contrapposto un tecnico che rappresenta i consumatori, Massimo Treffiletti di Konsumer.

Raccontateci le vostre storie

Leggete l’approfondimento completo sul numero di In Moto in edicola, e scriveteci per raccontarci le vostre storie. Il mondo politico si sta infatti finalmente muovendo per una riforma dell’intero ordinamento assicurativo, e siamo in contatto con diversi soggetti che metteranno mano a quel testo. Proviamo a raccontare loro le ordinarie vessazioni delle compagnie assicurative, per chiedere maggiore attenzione nei confronti di noi utenti e di noi motociclisti.

RCAuto (e moto): gli affari d'oro delle assicurazioni

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