100 CV per 200 kg, è la regola aurea del motociclismo?

Esiste la moto perfetta? Probabilmente no, ma esistono moto universalmente riconosciute migliori di altre e, sarà un caso, molte di queste hanno potenze intorno ai 100 CV e un peso che si aggira sui 200 kg. Perchè?

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 7 aprile 2021, 11:47 (Aggiornato il 7 aprile 2021, 12:48)

Da quando l'uomo ha scoperto la motociletta è sempre andato alla ricerca dell'equilibrio perfetto, della moto totale e capace di soddisfare i gusti di tutti. Finora il mezzo universale non è ancora stato inventato, ma negli anni si è sviluppata una consapevolezza attorno a un rapporto peso-potenza che mette quasi tutti i motociclisti d'accordo: 100 CV su un peso di 200 kg. Un rapporto di 1:2 (sarebbe come dire che ogni cavallo del motore deve spingere 2 kg in tutto) garantisce piacere di guida superiore, perchè si pone proprio nel mezzo fra la ricerca della leggerezza - che aumenta la manovrabilità ma limita le dimensioni e la comodità - e la ricerca delle grandi potenze - che implicano per forza aumento di dimensioni, di peso e perdita di maneggevolezza, con guida più impegnativa. 

La verità sta sempre nel mezzo

Se consideriamo, quindi, una moto in equilibrio fra i due opposti, questa ha un rapporto di potenza di 1:2, e ci sono esempi sul mercato molto validi, come la Yamaha MT-09 (115CV per 190 kg), Aprilia RS660 (100 CV per 186 kg) o la Honda CB650R (95 CV per 202 kg), solo per citare tre moto che hanno messo d'accordo tutti e che girano sempre attorno a questo rapporto. Un tema fondamentale che esula dalle regole squisitamente fisiche, è che si tratta di numeri tutt'altro che estremi e non richiedono limitazioni elevate in fase di progettazione e di scelta dei materiali. Questo significa che una moto 1:2 può essere tranquillamente una sportiva o una turistica e può essere anche una moto economica e versatile, cosa che rende la nostra regola ancora più importante nelle logiche di mercato.

Nelle vendite, però, la storia è diversa

Tutto bello, ma allora perchè nei piani alti delle classifiche di mercato ci sono moto che pesano molto e sono molto potenti o che hanno potenze risibili e pesi contenuti? o ancora vere e proprie anomalie come moto molto pesanti e dalla potenza scarsa? La risposta è complessa e ci si potrebbe scrivere un libro, ma senza affrontare una perigliosa analisi tecnica e storica del mercato moto degli ultimi 30 anni, possiamo dare due risposte.

Una, per esempio, è che l'evoluzione tecnica dei materiali e dell'elettronica ha permesso di realizzare moto molto potenti o molto pesanti che sono anche facilmente guidabili e che danno immediata confidenza al pilota. E' per questo che ci possiamo permettere di comprare una moto da oltre 200 CV senza essere piloti di MotoGP o turistiche immense senza la patente per i mezzi pesanti. Il secondo punto è che, nella maggior parte dei casi, i criteri di scelta della moto da parte dell'utenza sono diversi dal semplice piacere di guida, e la ricerca della regola aurea è diventata più una fissazione da feticisti delle due ruote che da motociclisti casual. Il successo di moto come la Benelli TRK 500 è dovuto a estetica, comodità e soprattutto economicità, nonostante questa moto sia la cosa più lontana dal rapporto 1:2. 

Ma se l'evoluzione tecnica ha permesso anche a moto apparentemente squilibrate di dare sensazioni di guida superiori, ha ancora senzo parlare di questa regola? Ha senso, e forse lo ha più ora che in passato, perchè è diventata una sottile raffinatezza, più che un vero e proprio mantra da seguire. Dove altre moto non possono fare a meno dell'elettronica e di particolari soluzioni tecniche che compensano lo squilibrio, le moto 100x200 si basano su concetti fisici validi da sempre e finchè avremo la gravità su questa terra, il che rende appagante allo stesso modo sia una moto fatta nel 1995 che una fatta nel 2045. E' la purezza e la semplicità contro la complessità e la sofisticazione.

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