Assicurazioni: una proposta per i neopatentati

Assicurazioni: una proposta per i neopatentati

Il Sindacato degli Agenti di Assicurazione ha presentato ad Ania e Ivass una proposta che potrebbe far scendere molto le tariffe assicurative per neopatentati e per chi è costretto alla 18a classe

Riccardo Matesic

Uno dei (pochissimi) risvolti positivi della Pandemia Covid-19 è la forte riduzione dei sinistri stradali. Si parla di un -30% nel 2020, che ha portato un forte risparmio sui risarcimenti per le assicurazioni. Un tesoretto.

E se quei soldi venissero utilizzati per creare un fondo destinato a calmierare i costi assicurativi per i neopatentati e per coloro costretti a fare fronte a premi eccessivamente alti? Ne scaturirebbe un vantaggio per tutti probabilmente, perché diminuirebbero anche i veicoli non assicurati in circolazione.

QUI le regole per chiedere l'applicazione della RCAuto Familiare

È la proposta lanciata dallo SNA, il Sindacato Nazionale degli Agenti di Assicurazione. Ce ne parla il presidente, Claudio Demozzi.

La nostra proposta nasce dalla considerazione che le polizze sono veramente troppo care in determinate province e per determinati profili, quali i neopatentati o le persone che non hanno una storia assicurativa e che, per questo, sono costrette ad assicurarsi in 18a classe. Situazioni che propongono costi altissimi, incentivando di fatto l’evasione dell’obbligo assicurativo”.

Un costo per la collettività

Sicuramente, ma anche un guaio ulteriore per chi subisce un sinistro causato da un veicolo non assicurato. C’è il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, è vero, ma la procedura di attivazione non è agilissima, e quando i danni sono solo ai veicoli c’è una franchigia di 500 euro, che lascia totalmente sulle spalle del danneggiato i costi dei piccoli incidenti. Che poi sono la maggior parte dei sinistri”.

Qual è la vostra proposta?

La raccolta media annuale di premi RCAuto ammonta a 13 miliardi di euro. Noi pensiamo che nel 2020, per effetto della riduzione della sinistrosità originata dai lockdown per la Pandemia Covid, le compagnie abbiano risparmiato 1,5 miliardi sui risarcimenti rispetto ai bilanci preventivi. Quei soldi potrebbero andare a costituire un fondo gestito da un soggetto pubblico per calmierare i premi troppo elevati. Se ne avrebbe un ritorno in termini di nuove polizze, che alimenterebbero il mercato, ma anche in termini di riduzione di sinistri con mezzi non assicurati”.

Avete presentato questo vostro progetto?

Sia all’Ania, l’Associazione delle Imprese Assicurative, che all’Ivass, L’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni Private. Speriamo possa andare avanti. Crediamo avrebbe risvolti importanti per tutti, assicurati e assicuratori”.

I dati Ania dicono che nel 2019 i veicoli non assicurati erano il 5,9% del totale: 2,6 milioni. Concentrati in specifiche regioni, quelle dove i premi sono più alti. Sono infatti in Campania (12,4%), Calabria (10,3%), Sicilia (9,7%) e Lazio (8,5%).

È vero che c’è un calo costante dei premi, anche nel settore motociclistico, ma sarebbe importante recuperare quel plusvalore eccessivo che sembra essere stato accumulato nel 2020.

Attendiamo sviluppi.

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