Monopattini elettrici a Roma: a settembre +400% di incidenti gravi

Monopattini elettrici a Roma: a settembre +400% di incidenti gravi

A lanciare l’allarme questa volta sono i medici dei reparti di traumatologia degli ospedali: va messo un freno a questa tragica tendenza

Redazione - @InMoto_it

Non serve stare a ribadire quanto sia necessario regolamentare, una volta e per tutte, anche con regole rigide e forse impopolari l’utilizzo dei monopattini elettrici, ma forse è il caso di dare voce all’ennesimo allarme. Proprio su queste pagine vi abbiamo raccontato tragedie, anche recenti come quella del 13enne a Milano, e incidenti: fattori con cui stiamo convivendo dalla primavera 2020, specialmente nelle grandi città come Roma. La Capitale conta circa 15mila monopattini in sharing (dal computo sono quindi esclusi quelli privati, che non sono affatto pochi) e una rete stradale urbana apposita decisamente inadeguata al numero di piccoli mezzi elettrici che si fa sempre più alto. Se da una parte è stato fatto poco, finora, per permetterne un utilizzo sicuro (sia come leggi che come infrastrutture), dall’altra assistiamo a una guida spericolata che in alcuni casi - troppi - porta a gravi incidenti. E le conferme arrivano direttamente da chi, questi incidenti, li vive ogni giorno.

L’allarme dei medici

Tra gli ultimi a lanciare l’allarme c’è Emiliano Cingolani, rianimatore e direttore dell'unità Shock e Trauma del dipartimento di emergenza del San Camillo, che ha dichiarato a Repubblica: “Non ho mai visto un'incidenza del genere, siamo passati da zero a almeno un nuovo caso a settimana”. Nell'ultimo mese, infatti, gli incidenti gravi con i monopattini hanno subito una tragica impennata: un aumento di circa il 400%. “Abbiamo dovuto inserire una nuova tipologia di traumi, quelli da monopattino - continua Congolani -. Parlo di lesioni craniche gravissime, e senza alcun tipo di protezione, come non eravamo più abituati a vedere”. I pazienti? Quasi tutti giovani, anzi giovanissimi, che guidano il mezzo incoscientemente, facendo zig zag tra le auto, o in due a bordo, o ancora attraversando la carreggiata incuranti del pericolo. E poi c’è il problema del casco, che sta alla base dell’allarme lanciato dal medico del San Camillo e delicato argomento sul quale si sta dibattendo al governo (al momento è obbligatorio solo per i minori di 14 anni): “Comprendo quanto sia difficile vedere i monopattini come un mezzo pericoloso, eppure 25-30 chilometri orari, senza alcun tipo di protezione, sono più che sufficienti per subire lesioni craniche dall'esito anche mortale”. Ma oltre al San Camillo, ci sono altri due grandi poli regionali a Roma, l'Umberto I e il Gemelli, di cui non abbiamo dati ma vista la tendenza è facile ipotizzare che non siano poi così distanti da quelli dell’ospedale nel quartiere Gianicolense.

Lo ribadiamo, se mai ce ne fosse bisogno, che alla base della sicurezza stradale ci deve essere il buonsenso - che si parli di monopattini, biciclette, pedoni, moto o auto - ma a dare una spinta al buonsenso (che evidentemente manca) ci devono essere la politica, le leggi, le istituzioni con regole chiare e che vanno fatte rispettare.

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