Tutto ebbe inizio in sella ad una Vespa quando, macinando chilometri e sfidando intemperie, Dino Signori affrontava le sue prime ‘indagini di mercato’. Nel 1959 otteneva così le sue prime ordinazioni e creava i suoi primi prodotti per moto. Con coraggio e determinazione Dino Signori, nel gennaio del 1960, faceva nascere ufficialmente l’azienda SIDI (che deriva il nome dalle sue iniziali). La sede era una stalla trasformata in laboratorio artigianale per produrre calzature sportive e da montagna. Da allora sono passati sessant’anni e oggi SIDI realizza calzature per il ciclismo e il motociclismo.

SIDI: la storia

Dino Signori, classe 1935, è nato a Maser, cittadina in provincia di Treviso a due passi da Montebelluna. È qui che forgia suole e cuce scarpe, è qui che cresce e accresce la sua manualità e il suo talento.

Ho incontrato sulla mia strada molti amici, molti dei quali mi hanno davvero dato una grande mano e molti, moltissimi, mi hanno anche donato il loro cuore”, scrive Signori nella presentazione del suo libro “Dalla testa ai piedi” scritto e curato da Pier Augusto Stagi."Nel 1968 avvenne un incontro determinante”.

Ricordo solo il fisico esile ed elegante di un giovanotto che si presenta davanti a me un bel giorno fasciato di blue-jeans e con delle scarpe da ginnastica ai piedi. Non è un figlio dei fiori, perché non ha più l’età per farlo, ma è certamente un ragazzo originale. In pratica lui è un agente che opera nel campo delle moto, quelle da fuoristradaMi chiede espressamente di fargli degli stivali, io lo guardo, lo ascolto incuriosito e poi gli dico a grandi linee questo: ‘Guarda, io non so nemmeno cosa siano le moto, come posso esserti utile?’

“Lui non si scoraggia e ribatte: ‘Venga con me a Torino qualche giorno, corrono Ostorero e Cavallero, così si fa unidea di quello che ho in mente e di quello che cè da fare’. Vado con lui e verifico minutamente che questi ragazzi corrono con attrezzature che non sono adeguate, diciamo pure che adoperavano né più ne meno che degli stivali da caccia. Io guardo, osservo, ascolto, cerco di raccogliere più informazioni possibili per farmi un’ideaPoi torno a casa e comincio a buttare giù alcune idee”.

E nel 1969, il marchio Sidi entra ufficialmente nel mondo delle due ruote motorizzate, quelle del cross.
È il primo stivale anfibio, espressamente pensato per questi ragazzi che corrono fuoristrada. Uno stivale con una chiusura con sei leve, la punta leggermente all’insù come quella di uno sci per fare in modo che il pilota non si incagli nella terra con il piede. Ci sarà poi levoluzione con il famosissimo Joel Robert, 6 volte campione del mondo di motocross classe 250.

Ho ideato per Robert gli stivali da cross le fibbie brevettate Sidi con rullini e la punta rinforzata, malleoli sagomati e imbottiti, con intersuola con lamina di acciaio e suola a “carro armatoe piastrine protettive per evitare lo scollaggio della suola e la scucitura del linguettone nel punto di giuntura con la tomaia”, ricorda Signori.

Sempre nel 1969 con la creazione del primo stivaletto per Giacomo Agostini, il Corsa Special Agostini, uno stivale da strada in vitello palmellato con una chiusura lampo posteriore, Sidi fa l’ingresso anche nel mondo delle corse di velocità su pista

SIDI: passione e intuito

Sono numerose le storie di innovazione con le quali Dino Signori ha scritto le pagine della sua azienda. Creatività, passione, competenza e intuito portano Dino a sviluppare le proprie idee e depositare dei brevetti che sono diventati pietre miliari nel settore. Dallo scarponcino da sci con entrata posteriore nel ‘66, allo stivale da motocross con chiusura a sei leve nel ’69 fino alla tacchetta mobile per ciclismo nel ’73 che rivoluziona il sistema di aggancio delle scarpe al pedale tramite viti regolabili che sostituiscono i chiodi fissi utilizzati fino a quel momento.

Nel motociclismo, a suon di riflessioni, bozze e progetti ecco arrivare lo stivale Grand Prix, con chiusura a sei leve. Poi la chiusura lampo posteriore, il ‘fix-lock’ fino alla rivoluzione di ciò che è stato delle protezioni fino a quel momento, il quick-release mechanism che debutta nel 1986 per poi culminare nel Vertigo Corsa circa dieci anni più tardi. Fino ad arrivare agli stivali di ultima generazione, da strada e offroad, che contengono una sofisticata tecnologia per poter garantire alti standard qualitativi e eccellenze nell’ambito della protezione e del comfort imprescindibilmente abbinato alla performance. Negli anni ’90 cresce anche l’attenzione per il design che nel tempo ha fatto delle calzature SIDI delle vere e proprie icone.

Dino Signori è un uomo d’azienda, il primo a entrare in fabbrica e l’ultimo a uscire a notte fonda. Ma è anche un uomo che ama il confronto. “Solo con il confronto e con il feedback di chi usa le nostre calzature possiamo migliorare giorno dopo giorno”, dice Dino. E’ per questo che ieri come oggi SIDI investe nel supporto di atleti come: Francesco Moser, Giacomo Agostini, Joel Robert, Stefan Everts, Paolo Bettini, Tony Cairoli, Billy Bolt, Egan Bernal, Richard Carapaz e tanti altri hanno dato il loro contributo allo sviluppo dei prodotti rendendo SIDI un’azienda di riferimento nel mondo della produzione di scarpe da ciclismo e stivali da moto. I primi 60 anni sono passati, ma come ama dire Dino “il futuro è tutto da scrivere”.

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