Toronto, Canada, per la prima volta troviamo il Generale già in garage (ancora impacchettato) che ci attende. Eh sì, questa volta siamo avvantaggiati, ho parenti in questo Paese e anche la cittadinanza, quindi metà della fatica che di solito dobbiamo fare per recuperare il mezzo è scampata. Faccio anche il passaporto in pochi minuti e l’assicurazione per la Vespa telefonicamente, 120 dollari canadesi per un anno.

PRIMA DEL VERO VIAGGIO andiamo in centro a Toronto, dove Ian Brown, presidente del Vespa Club Canada, ha organizzato un party di benvenuto per noi. Lui vive a Halifax, e tramite internet si dà un gran daffare per darci supporto in tutti i sensi, coinvolgendo i vari club sparsi per il Paese, e lo farà incredibilmente per tutta la durata del viaggio! SIAMO ANCORA ON THE ROAD. Sempre un milione di brividi mi attraversano quando percorro strade americane, e anche questa volta sopra al Generale, in Canada, tutto sa di incredibile. Il motore tira di brutto in questo primo giorno dal sapore boreale, senza neanche un minimo di rodaggio: ormai la fiducia che riponiamo in lui è totale.

MI GUARDO IN GIRO E LE CASE LASCIANO IL POSTO AGLI ALBERI, così, già dopo pochi km la natura diventa padrona e laghi azzurri, cristallini e turchesi, trasparenti quasi come il mare del Salento sono ovunque. La strada sale e scende in continuazione e vedere dall’alto quest’oceano di alberi fa quasi paura, sì, è immenso quello che si vede, le cime di milioni di alberi che si tendono verso il cielo come fosse un dovere, una missione, lasciano senza fiato e per qualche minuto torna quella sensazione di aver finalmente capito il senso della vita.

DORMIAMO IN TENDA VICINO A UN LAGO, siamo rimasti di notte in mezzo al nulla, come succede ogni volta, anche se ogni volta ci ripromettiamo di non farlo accadere mai più, ma niente da fare, il posto perfetto per dormire è sempre dopo la prossima curva. Stiamo aggirando il Lago Superiore e qui la temperatura è di circa due o tre gradi di notte e il vento sembra avercela con noi. Accendiamo il fuoco e quasi mi ci metto dentro per scaldarmi girandomi in continuazione come fossi un pezzo di carne da cuocere.