Nato nel 1956, il "Raduno dell'Elefante" è da sempre riconosciuto come il più estremo degli incontri motociclistici, svolgendosi nel periodo più freddo dell'anno in uno dei luoghi più freddi della Germania, la "Hexenkessel", tradotto Conca delle Streghe, o per gli affezionati, "La Buca". Si tratta di una valle chiusa e profonda nell'Est Baviera che a fine gennaio segna temperature che oscillano fra 0 e -20/-25 gradi celsius.

Pensato inizialmente come raduno di sidecar Zundapp della seconda guerra mondiale, i cosiddetti "Elefanti", dallo spirito goliardico di un club che amava mettere alla prova l'affidabilità e l'indistruttibilità delle moto tedesche in ogni condizione. Di seguito si è sparsa la voce e negli anni siamo arrivati all'evento che tutti conosciamo.

Non esistono mezze misure

Chi sta leggendo quest'articolo è sicuramente uno che adora o ripudia l'idea dell'Elefanten, non ci sono vie di mezzo. Salire in moto nei giorni più freddi dell'anno e farsi centinaia di chilometri al gelo su strade dalle pessime condizioni, per poi passare qualche giorno in tenda in una conca piena di neve e fango a sbronzarsi con sconosciuti, è qualcosa che attrae in modo esagerato o far venire la nausea alla sola idea.

E al contrario di molte altre esperienze di vita in cui solo provando si riesce a capire e apprezzare, qui è probabile che pur immergendosi nello spirito dell'evento l'ultimo pensiero al ritorno in Italia sia di non voler mai più fare una cretinata simile. Questo perchè l'Elefanten non è per tutti, richiede uno sforzo mentale immenso per uscire dalla propria comfort zone e provare a fare gli uomini primitivi ai tempi dell'ultima glaciazione. Dopotutto millenni di evoluzione ci hanno privato quasi completamente della capacità di vivere in condizioni estreme.

E' una sfida a se stessi e alla natura

Eppure la Buca, anno dopo anno, è sempre più piena di scellerati in sella ai mezzi più improbabili fra neve, fango e alcol per riscaldarsi. Chi ama alla follia l'Elefanten non è un pazzo e nemmeno un superuomo dalla pelle d'acciaio, ma uno a cui piace sfidare sè stesso e la natura, oltre che un grande amante delle motociclette e della comunità che ci gira attorno. In effetti cosa porta un uomo adulto e capace di intendere e volere ad attraversare mezza Europa in sella a un mezzo dall'equilibrio precario per dormire al gelo se non un inebriante senso di sfida? 

Già da settembre scorso si parlava di un annullamento dell'edizione 65, e infatti nel weekend appena trascorso (ultimo fine settimana di gennaio, come da tradizione) non ci sono stati pazzi in giro per le strade e autostrade europee. Il Covid, per il momento, ha tenuto molti motociclisti lontano dalle cattive abitudini, ma speriamo che il prossimo gennaio torni la libertà di fare gli uomini primitivi in mezzo ai ghiacci.

Agnellotreffen, il Covid annulla l'edizione 2021