Come ci si sente al terzo giorno di una 20.000 Pieghe?Effetto un po’ luna-park, però non smetterei mai” ha risposto uno dei partecipanti tra i 141 regolarmente partenti, colto all’ultimo caffè con la sua brava tabella di marcia, uno schioppo ormai dalla fine, dopo l’ennesima raffica di curve. Sensazione certo condivisa da tutta la truppa delle pettorine biancorosse, quest’anno particolarmente folta e qualificata.

UNA TRUPPA ETEROGENEA DI PILOTI (e pilotesse) che ha potuto godere non soltanto di un tracciato guidatissimo di quasi mille chilometri, nello straordinario paesaggio delle Dolomiti, tra panorami mozzafiato, ma di un meteo rivelatosi amico e ovunque di un’accoglienza a misura di motociclisti. Per l’edizione numero dieci della nota manifestazione ideata nel 2009 da Mauro Risso col motto “la strada, l’amicizia, la motocicletta” - poi passata dal 2012 alla gestione del Motoclub Motolampeggio presieduto da Daniele Alessandrini, che l’ha fatta crescere – sono stati coinvolti i partecipanti delle primissime edizioni (categoria Pionieri) e la rosa quasi completa dei Magnifici Piegatori, cioè i vincitori assoluti dei vari anni. Sommati al tradizionale entourage “pieghista”, un gruppone davvero epocale. Tra loro, ovviamente, presenti anche noi di In Moto.

TÈSERO, LOCALITÀ STAVA. È in questo pugno di alberghi a ridosso del piccolo museo dedicato al disatro minerario Montedison, sorta di Vajont trentino che provocò circa 300 morti nel luglio 1985, che è stata ricavata la base operativa dei percorsi a margherita di questa 20.000 Pieghe 2018, dal 14 al 17 giugno. PRIMO GIORNO, le Dolomiti Classiche: 303,20 km a volo d’uccello inanellando i più celebri passi dolomitici. Dal Sella al Gardena, dal Falzarego al Giau, dal Pordoi al Fedaia. Poi giù per Alleghe e la Valle Agordina, attraverso il Primiero delle Pale di San Martino e Passo Rolle, con rientro in Val di Fiemme da Moena. Prova speciale: Campitello di Fassa – Passo Sella.

LA SECONDA TAPPA - 305,19 km – ha sondato l’Alto Adige fin quasi ai confini del Brennero, a iniziare dalla WeinStrasse e i passi Mendola e Palade. Quindi Merano Terme e la speciale a cronometro S. Leonardo in Passiria - Passo Giovo. Il giro di boa di Vipiteno ha indirizzato i pieghisti verso l’ampio scenario in quota di Passo Pennes, giusto in tempo per un piatto veloce di Knödel. Dopodichè, attraversamento del Renòn, il Soprabolzano, la depistante Breiener Strasse per la Val di Tires (mancata da molti), Passo Nigra, Costalunga, Lago di Carezza ed una chicca: dall’Obereggen a passo Pampeago, sfilando in vista del Latemar grazie al permesso speciale ottenuto dagli organizzatori.

LA TERZA TAPPA, sempre in piega, ha visto il gruppone affrontare di buon mattino il tormentato budello per Passo Manghen. Fortunatamente ben soleggiato. Il cimento è continuato sulla contorta e panoramicissima via del Menador per passo Vezzena. Poi break in Piazza Duomo ad Asiago, simpaticamente invasa dai pieghisti, non senza rinfresco di formaggio asiago stagionato 18 mesi, come iniezione d’energia per affrontare le celebri svolte da cronoscalata del Costo di Cogollo. La prova speciale di tappa s’è misurata più avanti, nel tratto Arsiero – Passo Coe. Dopo Folgaria, con pranzo a Castel Beseno a base di stinco di maiale e strangolapreti, salita al Monte Bondone, discesa su Trento, Lasès, Segonzano e rientro. Percorso praticamente tecnico.

AL NETTO DEL DIVERTIMENTO PER TUTTI, la classifica conclusiva ha premiato come Magnifico Piegatore 2018 Francesco La Volpe, del Motoclub fiorentino Giglio Rosso, seguito da Gianluca Brogelli (secondo assoluto) e Andrea Zanoni (terzo). Tutti su R 1200 GS. Supremazia netta Bmw, dunque, anche se ufficiosa. Infatti, il primo della squadra Honda Italia, che schierava tre CB 1000 R ufficiali, s’è posizionato soltanto 32°. Ancora peggio è andata al team Yamaha: le cinque Niken iscritte, per complessive quindici ruote condotte da un pool di giornalisti internazionali, si sono mestamente attestate a fondo classifica. Evidentemente l’obiettivo Yamaha era altro. Distintesi invece con onore le squadre Fiorentini 1, Fiorentini 2 ed OrobicBikers. Mentre, nella rispettiva classifica motoclub, podio al Giglio Rosso (primo), MC Italia (secondo) ed MC Mediterraneo (terzo). E, tanto per la goliardia, impossibile non citare, giù dal podio, i team “La Bella e le Bestie”, “GS Mucche al Pascolo”, “Desmodruidi” e i “Piegalomani”.

PER QUANTO RIGUARDA LA CLASSIFICA FEMMINILE, ha dominato Isabella Scogliesi di DonneInSella su F 800 GS, davanti a Myriam Orlandi su GS 310 e Tania Nicholle Dyer su Ducati Scrambler. Alessandro Coggi del Motoclub Don Bosco Arenzano, su MV Agusta Brutale, ha svettato nella finale Pionieri, davanti a Maurizio Giacomini (XR 1000 RR) e Maurizio Mazza (CB 1000 R). Infine, tra i ben 13 equipaggi con passeggero, si è distinta la coppia Marco Lorenzi e Cristina Baldi.