Road to Misano: con la Suzuki GSX-S1000GT, direzione MotoGP

Strade da sogno e borghi incantati. Vi raccontiamo l'itinerario in sella sport-touring giapponese per raggiungere, da Roma, il Marco Simoncelli in occasione della tappa del Motomondiale

L’estate volge al termine, ma non la voglia di evasione. Così, in vista del recente appuntamento di Misano con la MotoGP, abbiamo deciso di raggiungere il circuito guidando lungo un appassionante itinerario da Roma all’Adriatico. Gli ingredienti, città d’arte, borghi da sogno, aree naturalistiche, percorsi tutte curve e… una sport-touring di razza come la Suzuki GSX-S1000GT: motore 4 cilindri di derivazione racing, posizione di guida aggressiva, ma comoda, valigie laterali per il bagaglio; il mezzo perfetto per unire il piacere del viaggio al gusto unico delle performance e delle gare. Di lei, trovate le impressioni nel video "di viaggio" da non perdere più in basso.

CON LA CAPITALE ALLE SPALLE

Si parte da Ponte Milvio, nel cuore di Roma. Percorrendo la Flaminia verso Terni, via via che la città si allontana, il cemento cede il passo a una vegetazione sempre più rigogliosa, cui fanno da sfondo morbide colline e campi coltivati. Il vero viaggio inizia da qui. Si doppiano, in rapida successione, Castelnuovo di Porto, Morlupo e Rignano Flaminio. Una veloce deviazione in direzione Faleria porta al Parco Naturale Regionale della Valle del Treja, con le cascate di Montegelato (set cinematografico caro a registi del calibro di Zeffirelli e Rossellini), e la magnetica bellezza di Calcata; quest’ultima, tornata a rivivere intorno agli Anni ’60, grazie all’impegno di pittori, scultori e intellettuali giunti da ogni parte del mondo, che hanno ristrutturato il centro storico insediando botteghe artigiane e laboratori d’arte. 

UMBRIA MAGICA

Con le ruote nuovamente sulla Flaminia, si bordeggia il monte Soratte, e dopo una serie di tornanti dalla geometria ampia, ecco Civita Castellana con i suoi piccoli, grandi tesori; come il Duomo, la Rocca, i preziosi edifici religiosi e il pittoresco Ponte Clementino. Si prosegue superando Otricoli, e poco più avanti, Narni svetta imponente dallo sperone di roccia a cui è aggrappata. La storia di questa città ha radici antiche. Lo testimonia il ponte di Augusto che sovrasta il fiume Nera. Ma sono soprattutto le atmosfere medievali che aleggiano nel centro storico a rapire irrimediabilmente chi vi giunge.
Subito dopo, i trenta chilometri immersi nel verde che dividono Terni da Spoleto regalano un misto veloce e divertente, da gustare tutto d’un fiato fino alla cosiddetta Valle Umbra. Qui la GSX-S1000GT può stiracchiarsi per bene i cilindri, regalando emozioni. Spoleto, gioiello inestimabile, merita una visita per lo splendido Duomo, la rocca Albornoziana, il ponte delle Torri, la basilica di San Salvatore e l’atmosfera unica che si respira tra le strade del centro; ma anche - e l’invito è rivolto soprattutto ai golosi - per la rinomata gelateria “Crispini” (viale Trento e Trieste, 29).
Poco oltre, le Fonti del Clitunno sono un’oasi verde di superba bellezza, cara ad artisti, poeti e scrittori. Come Plinio il Giovane, Virgilio, e successivamente Byron e Carducci. Gli antichi Romani consideravano sacre le sue acque, e vi si recavano per consultare l’oracolo del dio Clitunno, a cui venne dedicato anche un tempietto. Poco distante, il borgo fortificato di Campello Alto, con le mura di cinta che stringono l’antico centro medievale, lascia letteralmente senza fiato. Anche il vicino castello di Pissignano merita una visita.

LE SPIRE DEL BOTTACCIONE

Appena prima di raggiungere Trevi, una veloce deviazione, attraverso preziosi vigneti votati alla produzione del Sagrantino, porta a Montefalco: col suo pittoresco centro storico, un’altra delle tappe imperdibili lungo il percorso. Proprio come, subito dopo, Foligno e Spello. La prima rapisce per l’atmosfera che si respira in piazza della Repubblica, col Duomo e Palazzo Trinci; il secondo, stretto tra le antiche mura romane alle pendici del Monte Subasio, trasuda arte e storia da ogni angolo, edificio e vicolo. Immancabile una visita alla Cappella Baglioni nella chiesa di Santa Maria Maggiore, con il pavimento maiolicato di Deruta e gli affreschi del Pinturicchio. 
Si lascia la morbida valle e si punta dritti a Nocera Umbra e Gualdo Tadino. Lo scenario cambia, con un intenso tappeto verde che ammanta l’orizzonte ovunque si posi lo sguardo. Il maestoso Monte Cucco, che scorre sulla destra, annuncia l’arrivo a Scheggia e a un’altra deviazione imperdibile; per due motivi: la visita alla splendida Gubbio, sublime città d’arte che sorprende ogni volta che vi si giunge (emozionante la veduta da piazza della Signoria); e i 13 chilometri per raggiungerla, le famose curve del “Bottaccione”, una sorta di pista playmobil che mette d’accordo tutti, smanettoni e tranquilli mototuristi. Qui, la Suzuki ha preteso di fare il bis, su e giù, almeno una dozzina di volte.

FASCINO MARCHIGIANO

Tornati sulla via Flaminia, ancora pieghe e scenari montuosi portano a Cagli, con l’imponente Ponte Mallio, realizzato dai romani in età tardo-repubblicana; e subito dopo, ecco Acqualagna, meta di buongustai alla ricerca dei pregiati tartufi locali (ma anche di escursionisti desiderosi di visitare le vicine Gole del Furlo). Si abbandona la Flaminia e si prosegue sulla SP257 fino a Urbania - borgo tutto da scoprire, meravigliosamente adagiato in un’ansa del fiume Metauro -  per poi svoltare sulla gustosissima SS73bis, che una piega dopo l’altra, raggiunge Urbino, ricca di atmosfera e gioielli d’arte. All’interno del Palazzo Ducale, la Galleria Nazionale delle Marche custodisce, oltre ad alcuni capolavori di Piero della Francesca, Tiziano e Raffaello, “La città ideale”, un’opera straordinaria (ancora in cerca d’autore) che rappresenta magnificamente l’ideale di perfezione e armonia del Rinascimento italiano.

AD ATTENDERCI, ALEX RINS

Giunti a Pesaro, una veloce deviazione porta a Fano, la “città di Vitruvio”, con la monumentale Porta Maggiore che precede il famoso Arco di Augusto. Poi una bella corsa lungo la famosa “Panoramica”, la strada costiera SP44 che disegna infiniti ghirigori a picco sul mare fino a Gabicce, e via con la GSX dritti in circuito, dove ad attenderci nel paddock c'è una splendida sorpresa: Alex Rins, alfiere Suzuki In MotoGP. Foto di rito, quattro chiacchiere a 360° sul motociclismo, sulle competizioni, sulla sport-touring del nostro viaggio… poi le qualifiche chiamano e arriva il momento dei saluti.

Che dire di questo “road to Misano”: pieghe da sogno, una moto dal cuore d’oro, luoghi incredibili, l'adrenalina dei cordoli, piloti con cui scambiare opinioni… non dovrebbero essere sempre così, i weekend di gara?

Road To Misano: la Gallery

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In sella alla Suzuki GSX-S1000GT, per raggiungere il Marco Simoncelli, da Roma, in occasione della MotoGP

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