Test Suzuki GSX-S1000GT, i voti del #SottoEsame

Test Suzuki GSX-S1000GT, i voti del #SottoEsame#sottoesame

Suzuki crede fortemente nel ritorno delle sport tourer, moto prettamente stradali ideali per viaggiare e non fermarsi mai. Di serie c’è già tutto. Pregi, difetti, piacere di guida e prezzo. Avrà meritato la lode?

Il 2021 è senza dubbio l’anno dei ritorni. Tornano le endurone per tutti (Aprilia Tuareg, tanto per dirne una), tornano le sportive stradali (la Yamaha R7 , che abbiamo provato in pista, è soltanto l’ultimo esempio in ordine temporale) e tornano anche le sport tourer. Tanto in voga negli anni 90, sono moto prettamente stradali (cerchi da 17, busto incurvato verso il manubrio) che lentamente ma inesorabilmente sono state soppiantate dalle maxi enduro, oggi vere regine del mercato. Ma sembra che anche loro, le sport tourer, stiano vivendo una vera e propria rinascita. Suzuki vuole farsi trovare pronta e presenta questa GSX-S1000GT, che ha davvero tutto quello che serve per competere con le migliori. Ecco com’è andata la nostra prova, nel nostro consueto  #SottoEsame. 

SUZUKI GSX-S1000GT: DESIGN

Di fatto, questa GSX-S1000GT sostituisce la F, rispetto alla quale è decisamente più aggressiva. Prima di tutto per il suo design, ispirato agli aerei stealth (quelli invisibili ai radar). In effetti, il risultato è ottimamente riuscito, senza contare la qualità tipica di tutte le Suzuki (che, va ricordato, sono 100% made in Japan). Un appunto? Forse, ma forse, quei faretti lì li abbiamo già visti da qualche parte…VOTO 8

SUZUKI GSX-S1000GT: CONTENUTI TECNICI 

In Suzuki hanno la buona abitudine di ascoltare le critiche: ecco perché per esempio la nuova GT offre la possibilità, a differenza della vecchia F, di montare borse laterali rigide di 36 litri ciascuna (sì, ci sta un casco integrale) direttamente nel telaietto, completamente riprogettato e realizzato appositamente. Anedito anche il cupolino, ben più ampio (anche se non regolabile). Nuovi sono anche il manubrio, rialzato, più largo di 23 mm e ora montato su riser in gomma, pedane con gommini per ridurre le vibrazioni e le maniglie per il passeggero. Sotto le nuove vesti le modifiche sono meno evidenti. Il motore è il collaudato 4 cilindri in linea di derivazione K5, 999 cc, che grazie a sapienti modifiche (alberi a camme, scatola filtro, valvole, frizione assistita, scarico…) riesce a erogare 152 CV (+2) a 11.000 giri e 106 Nm (-2) nonostante l’Euro 5. Grazie al nuovo Ride-by-Wire è equipaggiata con una tecnologia all’ultimo grido (ma che non comprende piattaforma inerziale): ci sono mappe motore (A, B, C), traction control, cruise control e quickshifter bidirezionale, tutto regolabile dalla nuova strumentazione TFT a colori di 6,5 pollici collegabile allo smartphone. Le luci sono tutte a LED. Anche il serbatoio è nuovo e ora ha una capacità di 19 litri, mentre le sospensioni sono entrambe completamente regolabili (forcella 43 mm KYB). Gli pneumatici offerti di serie sono i Dunlop Roadsport 2, con la singolare misura posteriore 190/50. Il peso? 226 kg o.d.m. VOTO 7,5

SUZUKI GSX-S1000GT: ERGONOMIA E COMFORT

Tecnici e collaudatori giurano di aver speso un sacco di ore per offrire il miglior compromesso tra sportività e comfort, e in effetti il risultato finale è azzeccato. Tra l’altro, la GT ospita di buon grado piloti di tutte le taglie: le gambe non sono troppo racchiuse, il busto è correttamente proteso, la sella è ben imbottita e sostiene a dovere. Vibrazioni? Non pervenute. Soltanto il cupolino non protegge granché (casco e braccia restano fuori), mentre le gambe sono completamente al riparo. Certo, il peso c’è e va saputo gestire, ma d’altronde non è una moto per neopatentati. VOTO 9

SUZUKI GSX-S1000GT: EFFICACIA DI GUIDA E FATTORE EMOZIONALE

Come deve comportarsi una Gran Turismo? Se guardiamo il mondo delle auto, le gran turismo sono mezzi veloci come siluri, stabili come un treno ma allo stesso tempo confortevoli; non sono delle race replica con una carena più protettiva. In effetti, la Suzuki GT è tutte queste cose. Che è confortevole l’abbiamo già detto. È anche veloce (molto), grazie a quel motore che, avrà anche la sua età, ma in quest’ultima versione è realmente gustoso. Forte ai bassi, generoso ai medi, esplosivo agli alti (oltre i 7.000 giri, tanto per dare un numero), non teme molti rivali per strada. Al tempo stesso però risponde sempre con dolcezza al richiamo del gas (che, finalmente, non soffre di on-off), non guastando così la sensazione di rilassatezza. Anche la ciclistica è rassicurante. La GT non si fionda come un falco verso il punto di corda; al contrario, vi convincerà grazie alla sua stabilità da riferimento, con quelle sue sospensioni capaci di assorbire ma al tempo stesso garantire un bel sostegno. Non va maltrattata come una naked, preferisce pennellare piuttosto che aggredire, ma nelle mani giuste sa essere efficace. Molto efficace. Anche perché meccanica ed elettronica funzionano alla perfezione; come per esempio il quickshifter, dalla corsa corta e velocissimo a sparar dentro marce, una dietro l’altra. Forse la frenata non è così incisiva, specialmente nella prima parte di corsa della leva, ma d’altra parte evita che il passeggero urti il vostro casco a ogni frenata. Più stabile che agile, la GT è una moto completa e all’occorrenza divertente; basta non chiederle più di quello che può dare. VOTO 8

SUZUKI GSX-S1000GT: RAPPORTO QUALITà PREZZO

Considerato tutto, la GT è venduta al giusto prezzo: 15.890 euro, che comprendono 4 anni di garanzia e soprattutto le borse laterali e il quickshifter. Gli eventuali accessori sono (quasi) tutti a tema turistico. VOTO 7

Suzuki GSX-S1000GT, LE FOTO DELLA PROVA

Suzuki GSX-S1000GT, LE FOTO DELLA PROVA

Suzuki crede fortemente nel ritorno delle sport tourer, moto prettamente stradali ideali per viaggiare e non fermarsi mai. Di serie c’è già tutto. Ecco le foto della prova

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SUZUKI GSX-S1000GT: CONCLUSIONI

Suzuki ha lavorato parecchio per mettere insieme questa GT, e il risultato convince a pieni voti. Rimane giusto qualche punto interrogativo, più che altro qualche piccola mancanza. Come il plexi, che non è regolabile, la mancanza di un pomello per regolare il precarico del mono (molto utile su questo genere di moto), la possibilità di montare un cavalletto centrale. Sono peccati veniali, ovvio, ma qui siamo nella massima categoria, dove ogni mancanza può pesare. A prescindere da ciò, il pacchetto complessivo è ben più che valido. VOTO FINALE 7,9 

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