Lo scooter più sportivo e potente mai costruito ha anche un reparto di controlli elettronici, oggi tanto di moda, assolutamente assente. Quindi si guida (con grande soddisfazione) facendo affidamento alle proprie qualità di pilota. Niente paura, vi divertirete   Chissà se è politicamente scorretto non considerare indispensabile l’ABS su uno scooter da 76 CV e 249 kg dichiarati a secco! Magari quelli che si sentono privati del libero arbitrio nella guida dagli aiuti elettronici, che si sentono menomati della loro esperienza e derubati del piacere di personalizzare, o saper solo che si potrebbe, ogni frenata e ogni uscita di curva, lo potrebbero apprezzare solo per questo. Non ci sono molti dubbi sul fatto che questo Aprilia SRV 850, derivato strettamente dal Gilera GP 800 ma passato alla revisione del reparto sviluppo di Aprilia, subirà prima o poi un aggiornamento elettronico (tecnologia che alla Casa veneta non manca per nulla... anzi) con frenata antibloccaggio, controllo di trazione, plurimappature e chissà cosa. Sta però il fatto che ora si presenta bello tosto, duro e puro, sportivo come una moto da pista che difende con strafottenza la sua capacità di avere un circuito idraulico per ogni asse, facile ed intuitivo come mamma ci ha fatto anche noi una volta, sapendo che se freni con la mano destra stringi i dischi davanti, con la sinistra quello dietro e ognuno pensa per sé. E che se passi inclinato su una pezza di asfalto e apri il gas senti che la ruota posteriore pattina. Se non è questo il piacere della guida sportiva, cos’è? C’era bisogno di dargli la forma di uno scooter? Be’, oggi non è più un’eresia, e mi sembra che sia venuta anche molto bene questa forma, così familiarmente Aprilia, con tante ispirazioni tratte dalla RSV4 e quel tanto di aggressivo, una volta di snello e una volta di massiccio, che fa guardare all’SRV 850 come indubbiamente e sfacciatamente sportivo. Chi lo guida vuole far sapere “ragazzo stai attento, io so frenare e dare gas”, quindi meglio essere chiari. Poi non è necessario scendere per strada col coltello in mezzo ai denti, questo è uno scooter, col suo vano sottosella (per un casco solo) e il suo ampio retroscudo (senza nessun vano se pur piccolo per uno scontrino, un cellulare, un telecomando...). La sua funzione di protezione dall’aria per le gambe la svolge, mentre il basso cupolino invece non può fare altrettanto, e se serve ci si dovrà rivolgere al catalogo accessori. Il comfort per il resto però è notevole: le vibrazioni non ci sono, se pure non sembra di essere su un motore elettrico, la sella è ampia e ben imbottita (ma non cedevole) e il supporto lombare fa il suo dovere, infine le gambe non sono affatto piegate in modo eccessivo e possono spostarsi a piacere tra la posizione perpendicolare alla strada e quella in avanti. In entrambi i casi le doti ciclistiche dell’SRV 850 consentono di avere una buona anzi ottima sensazione di controllo. Non c’è modo di regolare le sospensioni in marcia, ed anche in garage l’affare non è semplice, ma la taratura media è adatta alla guida sportiva senza risultare secca o dannosa per la schiena. 12076gr9 Il peso importante del resto aiuta a convincere la parte ammortizzante che ad ogni sollecitazione del terreno è bene che lei si adegui. I freni sono notevoli: più tiri più frenano, ma per inchiodare, tornando al tema dell’ABS, sinceramente bisogna impegnarsi come degli asini (quelli delle favole che sono stolti e non quelli veri che sono saggi...). La stabilità è notevole almeno fino alle velocità consentite dal percorso di prova, che invece esaltava la solidità di appoggio a terra, la guida rotonda e la coerenza di una ciclistica che può risultare pesante a lungo solo per chi è meno, diciamo così, allenato, ma che deve tenere a bada un interasse di 1.583 mm e un peso in ordine di marcia che supera di un bel po’ i 250 chili. Quando in piega si trova un avvallamento o c’è un’incertezza con la manetta l’assetto si scompone in modo molto limitato e questo vale proprio tanto su un veicolo del genere. Insomma, se volete che lo scooter vi dia anche delle vere sensazioni di guida, dirette, senza le salubri ma ammalianti menzogne dell’elettronica non avete alternative. Non c’è da rimpiangere molto nel traffico cittadino, pur se le dimensioni sono quelle che dichiara la sua scheda tecnica e non proprio le stesse di un 150 cm3, ma la smanettata con l’SRV si rivela molto divertente.   DA FERMO L’anima sportiva Aprilia si coglie immediatamente da alcune assonanze con la sportiva RSV4, che scende anche in pista nel mondiale Superbike, ma pure senza fare riferimenti questo SRV è bello e personale. I retrovisori con gli indicatori di direzione incorporati, i semimanubri in alluminio, le leve dei freni regolabili entrambe, la treccia metallica del circuito idraulico, il triplo fanale anteriore e le prese d’aria, il cupolino “mozzato” sportivo e aggressivo, il gruppo ottico posteriore non meno evocativo, i due silenziatori sovrapposti (un po’ tanto retrò a dire il vero e fin troppo Gilera GP 800...), i padelloni dei freni anteriori esposti con baldanza, una bellissima sella che è anche spaziosa e confortevole, ma in fondo tutta l’atmosfera racing della verniciatura, nera e bianca o solo nera, ne fanno un bel’oggetto. Che costa, se non poco, meno della concorrenza che ha meno cilindrata e più elettronica: 9.630 Euro franco concessionario. 12076gnj