Potete stare sicuri di una cosa: se c’è KTM di mezzo, l’ecologia – intesa come moto elettriche – diventerà divertente   Mentre tutti gli altri costruttori si concentrano sul risparmio economico e sull’abbattimento delle emissioni, la KTM ha sviluppato il suo primo modello a propulsione alternativa concentrandosi su un fattore: il divertimento. L’aspro limone del politically correct trasformato in rinfrescante limonata, insomma. Signore e signori, ecco la Freeride E, modello di serie della gamma 2012. «La pratica del fuoristrada è sempre più difficile, tanto in Europa che negli USA» spiega Harald Ploeckinger, alto dirigente KTM, un passato in Rotax e ora responsabile dello sviluppo motoristico per la Casa di Mattighofen. «Uno dei problemi principali sta nel rumore, e abbiamo pensato che lo sviluppo di un mezzo che non inquina e non fa rumore possa avvicinare il fuoristrada alle aree urbane, per renderlo appetibile anche per chi non ha voglia di viaggiare per ore prima di poter scaricare la moto e divertirsi». Insomma, arrivare al punto in cui potrebbero essere i comuni stessi a creare strutture per l’off-road, sulla falsariga delle piste da sci artificiali o delle pareti da roccia. «L’Austria è un gran bel posto per sciare, perché non possiamo usare le stesse aree per divertirci in moto? Con la Freeride E non abbiamo emissioni nocive, e praticamente nessun rumore tranne quello della catena... probabilmente fa più rumore uno sci sulla neve!» La KTM è partita definendo il riferimento prestazionale: ponendosi come obiettivo un peso massimo di 100 kg, si è puntato ad una 125 due tempi per l’uso agonistico: nessun compromesso, nemmeno in un mezzo elettrico. Per quanto riguarda la batteria, KTM ha pensato alla durata di una manche di cross – 40 minuti più due giri, dopodiché si è rivolta all’AIT (Istituto Austriaco di Tecnologia) di Vienna, specialisti di propulsione elettrica, per chiedere di collaborare. Il progetto è stato finanziato, in parte, dal governo austriaco come sviluppo sperimentale, anche se naturalmente solo quando il progetto era già ad un certo livello di sviluppo, quando i ragazzi di Mattighofen avevano in mano qualcosa da far vedere. “Non ho mai avuto una tale ondata di richieste di provare il mezzo in tutta la mia carriera - ha raccontato Ploeckinger. - Un vero e proprio tsunami!” La prova del prototipo della Freeride E si è svolta sulla pista di test realizzata appositamente da KTM all’esterno del proprio stabilimento satellite dove vengono realizzati i motori, a soli 3 km dal quartiere generale di Mattighofen. Ecco come il team R&D, capitanato dall’ex Toyota F1 Hannes Proschek, ha raggiunto i suoi obiettivi. La Freeride E, con la sella a soli (per una off-road) 910 mm e pedane ragionevolmente basse, accoglie bene piloti di ogni statura e offre una certa confidenza anche ai principianti o a chi, magari, torna in fuoristrada dopo molto tempo. Si accende agendo sull’interruttore di massa del manubrio destro, non essendoci chiave, dopodiché si tratta di attendere qualche secondo che il sistema si attivi completamente. Il tutto viene monitorato dalla strumentazione dietro al cannotto di sterzo, su cui campeggia una fila di led che vi informa sul livello di carica della batteria e tre numeri (1-2-3) che, sulla moto definitiva, indicheranno la mappatura attivata: 3 sarà quella più dolce, 2 quella intermedia e la 1 più diretta e potente, anche se KTM ha introdotto una certa limitazione della coppia anche in questa. Un motore elettrico eroga infatti tutta la sua coppia fin dal minimo regime di rotazione, il che potrebbe rivelarsi difficile da gestire anche per i più esperti (il controller ora limita la coppia sotto i 500 giri, per poi lasciarla piatta) sul livello massimo, fino ai 6.600 a cui interviene il limitatore. Non vi resta che premere il pulsante di avviamento sotto quello di massa, girare l’acceleratore e… volare! La KTM sta lavorando per ottimizzare consumi ed erogazione: Proschek ha spiegato che un professionista potrebbe esaurire la carica in 20 minuti, ma visto il target della Freeride E, si è puntato (magari usando le mappature 2 e 3, che consumano notevolmente meno) ad arrivare a un’autonomia di 45 minuti su un tipico percorso da enduro, con punte di un’ora e mezzo. La guida è semplice e divertente: la mancanza della leva della frizione non si fa sentire, vista la spinta vigorosa fin dai bassi: c’è coppia subito, anche quando serve per volare su un salto. La maneggevolezza e l’equilibrio alle basse velocità sono tali da far pensare più a una trial che non a una enduro specialistica, e la coppia di cui sopra viene sempre in aiuto. Bastano cinque metri, con partenza da fermo, per scalare una rampa di tre metri con pendenza del 70%: impressionante! Sullo stretto ci si diverte senza troppo impegno, anche e soprattutto per l’assenza di marce e frizione. Si impara presto a usare il freno posteriore al posto della frizione quando si deve rallentare in piedi sulle pedane; il resto lo fa la ciclistica, con sospensioni WP che assorbono senza esitazioni anche le irregolarità più marcate, come canali e radici. Insomma, una ciclistica che considereremmo notevole anche su una moto tradizionale, anche se l’alimentazione elettrica è la classica ciliegina sulla torta: pensate anche solo alla possibilità di manovrare, da fermi e giù dalla moto, senza paura di spegnere la moto o farvela scappare da sotto per un uso maldestro della frizione. La KTM punta ad avviare la produzione della prima pre-serie di 500 unità fra luglio e agosto 2012, per farle provare ad amatori in tutto il mondo e ottenere pareri dalla loro esperienza sul campo. Verso la fine dell’anno partirà la produzione, a un prezzo sotto i 10.000 € batteria compresa. L’idea è di offrire due modelli (prima in Europa e poi negli USA e in Australia): una versione cross, come quella oggetto del test, e una EXC Enduro, con luci e frecce, omologata per l’uso stradale. Ma è prevista anche una Supermoto: una E-Duke! Ploeckinger spiega giustamente come la vera impresa sia creare una moto elettrica da fuoristrada, poiché il successivo adattamento per uso stradale richiede un impegno marginale... 11328bbh