Test Triumph Trident 660 2026: i voti del #SottoEsame 

La roadster classic di Hinckley si evolve nel segno della maturità: l’iniezione di cavalleria la trasforma da entry level pura a naked matura e divertente. Scopriamola in questo #SottoEsame

Alessandro CodognesiAlessandro Codognesi

Pubblicato il 3 marzo 2026, 13:01 (Aggiornato il 4 mar 2026 alle 08:11)

È un po’ di anni che il settore delle naked entry level è in fermento. Un po’ perché è aumentata la richiesta di moto semplici (e dunque economiche), un po’ perché l’incalzare incessante dei cinesi ha richiesto ai classici costruttori un ulteriore sforzo. Non basta più fare “il compitino”: anche le entry level devono avere una loro dignità e sapersi proporre anche a motociclisti esperti. Ecco perché Triumph ha saggiamente deciso di iniettare una bella dose di cavalleria a una delle sue roadster più apprezzate, la Trident 660, che ora è capace di accontentare anche palati più fini ed esperti. Ecco come se l’è cavata alla prova del nostro #SottoEsame

TRIUMPH TRIDENT 660: DESIGN

Quasi tutte le moto del brand inglese sono disegnate dalla matita dell’italianissimo Rodolfo Frascoli, designer d’eccellenza che ha cesellato anche questa nuova Trident. In effetti, un occhio distratto potrebbe non notare differenze, ma ci sono: il serbatoio è più scolpito, muscoloso, mentre la sella non è più un unico pezzo ma è sdoppiata. Anche il faro è leggermente diverso. Piccoli dettagli, assieme alle nuove varianti grafiche, che però di fatto la rendono una moto più matura, meno ragazzina. Questo era l’obiettivo e questo è ciò che hanno ottenuto. VOTO 9

TRIUMPH TRIDENT 660: CONTENUTI TECNICI

Anche nel caso della tecnica le modifiche sono molteplici ma non rivoluzionarie. La più importante riguarda il motore: il tre cilindri di 660 cc gira più in alto e ora eroga 95 CV a 11.250 giri, ben 14 più che in passato ma comunque sotto il limite per le patenti A2. Anche la coppia cresce e ora si attesta a 68 Nm. Un aumento ottenuto grazie a diverse modifiche tra cui i nuovi corpi farfallati (tre invece di uno), la testata rivista, l’inedito impianto di scarico, il radiatore maggiorato e il differente airbox. Anche i rapporti sono stati modificati, per adattarsi ai nuovi regimi di rotazione, mentre il quickshifter dovrebbe essere più fluido negli innesti. Il telaio è stato modificato per fare spazio ai corpi farfallati e con l’occasione è stato anche irrigidito. Le sospensioni sono Showa, con forcella Big Piston e monoammortizzatore ora regolabile nel precarico e in estensione. L’elettronica è confermata e grazie alla piattaforma inerziale prevede ABS cornering e controllo di trazione sensibile all’angolo di piega. I due sistemi si autoregolano in base ai riding mode, Rain, Road e Sport, come anche la risposta al gas. Il peso però cresce leggermente e ora si attesta a 195 kg in ordine di marcia (+5 kg). Optional ci sono le manopole riscaldabili, mentre di serie c’è il cruise control, apprezzatissimo. VOTO 8

TRIUMPH TRIDENT 660: COMFORT ED ERGONOMIA

Per quanto riguarda l’ergonomia non ci sono novità, a meno del manubrio più largo di 20 mm. Si ha l’impressione di una moto piccola ma comunque accogliente, anche con i piloti più alti. La sella è alla giusta altezza da terra (810 mm, volendo più bassa con il kit), i fianchi sono stretti, il manubrio largo e abbastanza distante dal busto. Forse troppo, per chi è alle prime armi. È anche una moto confortevole: la sella è ben imbottita, non è cedevole, e il motore vibra pochissimo (e solo agli alti). C’è un discreto spazio anche per il passeggero (considerata la categoria). Insomma, più comoda e leggera di quanto ci si aspetti. Peccato solo per la mancanza di una leva frizione regolabile nella distanza. VOTO 7,5

TRIUMPH TRIDENT 660: PIACERE DI GUIDA

Che cosa si dice sempre a proposito dei motori a tre cilindri? Che hanno un’erogazione vigorosa ma quasi elettrica, per come vengono scaricati i cavalli. Una panacea, in grado di unire i benefici dei motori a due e quattro cilindri. Tutte caratteristiche che in effetti si ritrovano anche su questo triple, finalmente dotato del giusto vigore. È lui il centro dell’esperienza sulla nuova Trident. Dal minimo e fino a 5-6.000 giri spinge con convinzione, ma senza esagerazioni; oltre, ed è qui la novità, tira fuori gli artigli e allunga con insistenza fino alle soglie del limitatore. Aiutato da una rapportatura azzeccata (tendenzialmente corta), ora è seriamente capace di soddisfare anche i motociclisti che cercano il brivido. Chiaro, non ha gli ormoni del fratellone 800, è più razionale nella spinta, ma ora non si ha mai la sensazione di un motore castrato o poco convinto a salire di giri. Motore quindi che è sensibilmente più in forma, quasi sportivo, ma che è accompagnato da una ciclistica non così rigorosa. La Trident è sveltissima a cambiare direzione, basta sfiorare il manubrio e lei si fionda alla corda, ma le sospensioni sono un po’ troppo cedevoli, per sostenere il ritmo che il tre cilindri suggerirebbe. È come se ci fosse un filtro, un piccolo cuscino tra la moto e l’asfalto, che non vi permette di percepire esattamente cosa sta succedendo sotto le ruote. In parte, questo è dovuto agli pneumatici di primo equipaggiamento, i Michelin Road 5, mai troppo convincenti se parliamo di guida sportiva (poco grip meccanico e poche informazioni trasmesse al pilota). Intervenendo sul setting del mono si risolve in parte questo problema, ma la Trident comunque è decisamente più agile che stabile. Guizza e scatta, ma non solca l’asfalto alla ricerca di grip…Come per esempio farebbe una Street Triple. Il resto dei comandi in compenso è ottimo: il quickshifter non sbaglia un colpo, fluido e preciso, la frenata modulabile e ben dimensionata alle prestazioni del motore (dimostrazione che non servono per forza le pinze radiali). Peccato solo per l’ABS: non è così invasivo, ma interviene abbastanza di frequente, soprattutto se si alza il ritmo. Comoda, veloce e sportiva quanto basta, la Trident soddisfa anche chi cerca un motore di carattere. VOTO 7,5

TRIUMPH TRIDENT 660: RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO

La nuova Trident 600 è offerta a 8.795 euro, 400 euro più che in passato. Un aumento ragionevole, considerando gli upgrade e che di serie sono già montati accessori come il cruise control. Rispetto alla concorrenza siamo leggermente sopra (Yamaha MT-07 7.999 euro, Suzuki GSX-8S 7.590 euro, Honda CB750 Hornet 8.090 euro), giustificato in parte dal brand e dalla cura dei dettagli. VOTO 7

TRIUMPH TRIDENT 660: CONCLUSIONI

Con qualche colpo di cesello, in Triumph hanno evoluto radicalmente un prodotto già di per sé vincente. Pur rimanendo perfetta per i neofiti, la Trident 660 ora soddisfa anche palati più fini. E da qui la domanda: non sarà ora troppo vicina alla 800, rischiando di cannibalizzarla? Al pubblico l’ardua sentenza. VOTO FINALE 7,8

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