Test Zero Motorcycles XE: i voti del #SottoEsame
Una off-road elettrica, agile e divertente ideale in città e fuoristrada. Pregi, difetti, caratteristiche e prezzo: avrà meritato la lode?

Nicola Biagetti
Pubblicato il 12 dicembre 2025, 12:06 (Aggiornato il 12 dicembre 2025, 15:39)
Zero Motorcycles è ormai un punto di riferimento nella mobilità elettrica su due ruote. Fondata nel 2006 da Neal Saiki, ex ingegnere NASA, la casa californiana ha introdotto quest’anno due nuovi modelli dedicati all’off-road:la XE e la XB.. Negli Stati Uniti sono vendute esclusivamente per uso fuoristrada, mentre in Europa vengono omologate anche per l’uso stradale.
Noi abbiamo avuto la possibilità di provare la sorella maggiore, la XE, che con il suo motore da 15,5 kW (20 CV) è paragonabile a un 125 cc. La XB, invece, grazie ai suoi 7,5 kW (10 CV), si colloca idealmente nella fascia dei 50 cc.
E se state pensando che il fuoristrada sia una novità per Zero, vi sbagliate. Già nel 2008, quando Zero Motorcycles si chiamava ancora Elettricross, venne lanciata sul mercato la loro prima moto di serie, la Zero X, che a tutti gli effetti era una moto da cross elettrica.
Ma torniamo alla nostra XE. La filosofia del progetto è chiara: agilità, divertimento e facilità di guida sono i cardini che hanno guidato lo sviluppo di questa moto. Un prodotto che non vuole proporsi come una specialistica, ma come una vera fun-bike per il fuoristrada, rimanendo allo stesso tempo un mezzo pensato anche per chi desidera muoversi in città con grande agilità.
Di seguito l’analisi “voce per voce” nel consueto #SottoEsame, con le prime impressioni di guida e i voti assegnati al design, ai contenuti tecnici, alla resa dinamica e al rapporto qualità/prezzo. In coda trovate anche le risposte ad alcune delle domande che ci avete posto sui social. Sul numero 3 di InMoto troverete invece la prova completa con tanti approfondimenti esclusivi.
Zero Motorcycles XE: DESIGN
La Zero XE presenta un design che nel complesso può essere definito minimalista, rispecchiando la sua natura piccola, stretta e compatta.
Lo stile si concentra sull'utilizzo di pochi elementi ma ben posizionati, lasciando a vista la maggior parte delle componenti tecniche. L’anteriore è caratterizzato da un telaietto essenziale che ospita frecce sottili e due faretti, uno per luce anabbagliante e uno per abbagliante. Una soluzione che si abbina molto bene al parafango alto. Le plastiche sono ridotte al minimo, come evidenziato dai piccoli fianchetti laterali e dal sottile parafango. La sella è dotata di una struttura piramidale che facilita il grip.
Anche il piccolo TFT da 2,4 pollici è contenuto, incorpora in un unico blocco la pulsanteria per la navigazione ed è posizionato sul lato sinistro del manubrio. Piccola nota negativa per la user interface del menù, che risulta poco intuitiva a causa dei testi molto ridotti.
VOTO: 7

Test Zero Motorcycles XE: CONTENUTI TECNICI E DOTAZIONI
Partiamo dal propulsore, la Zero XE è spinta da un motore elettrico a magneti permanenti da 15,5 kW e come sappiamo la coppia di un motore elettrico può raggiungere dei picchi davvero elevati, la Casa infatti dichiara 58 Nm al motore, che diventano 636 Nm alla ruota.
L’alimentazione è garantita da una batteria agli ioni di litio da 4,3 kWh, che fornisce un’energia di 74V e 58Ah. É facilmente rimovibile e si ricarica tramite una presa domestica da 220V in 5 ore, l’autonomia dichiarata é di 100 km viaggiando a 50 km/h costanti.
Dal punto di vista ciclistico, le misure della Zero XE sono ottimizzate per il massimo divertimento in fuoristrada, con cerchi da 21″ e 18″ e sospensioni totalmente regolabili. La forcella anteriore ha 210 mm di escursione, che porta a 220 mm di escursione totale della ruota; il mono posteriore, con 85 mm di escursione, combinato a leveraggi e forcellone, raggiunge 248 mm di escursione totale della ruota posteriore. I freni sono idraulici a singolo disco, con pinza a doppio pistoncino: 240 mm all’anteriore e 220 mm al posteriore. A tenere insieme il tutto troviamo un robusto e leggero telaio in alluminio 6061, che mantiene il peso della moto a 101 kg.
L’elettronica è completa e consente di gestire al meglio motore e batteria, con tre mappature (Eco, Standard e Sport), dalla più tranquilla alla più reattiva, e tre livelli di recupero energia tramite il freno motore. Non mancano il traction control, facilmente inseribile e disinseribile, un sistema antiribaltamento, l’Hill Hold (blocco meccanico del freno posteriore), il cruise control e la retromarcia. Assente, invece, l’ABS.
VOTO: 7,5

Test Zero Motorcycles XE: ERGONOMIA E COMFORT
Saliti in sella, ci si accorge subito di quanto la moto sia compatta e facile da gestire, anche da ferma. Nonostante l’altezza della seduta sia di 900 mm, la forma molto snella permette di toccare bene a terra.
La posizione in piedi, invece, risulta leggermente scomoda: il pilota si ritrova caricato in avanti, con il busto molto orizzontale, rendendo la guida in piedi poco confortevole e aumentando l’affaticamento delle spalle.
Grazie alla sella dalla sezione molto stretta e alle plastiche aderenti alla struttura, è semplice spostarsi avanti e indietro senza problemi. La moto, essendo molto snella, può essere stretta bene tra le gambe, sia in piedi che da seduti in curva.
Tutti i comandi sono facilmente raggiungibili e le leve del freno sono regolabili. Sul lato destro troviamo, oltre al tasto Mode per il cambio mappatura, il pulsante per attivare o disattivare il Cruise Control; sul lato sinistro sono presenti i classici comandi per abbaglianti, anabbaglianti, frecce e clacson, oltre a un tasto contrassegnato con una “R” che attiva la retromarcia.
VOTO: 7

Test Zero Motorcycles XE: EFFICACIA E PIACERE DI GUIDA
Per testare al meglio la nostra XE, siamo partiti da un contesto urbano nel pieno del traffico mattutino, per poi dirigerci a circa 17 km fuori città, percorrere un pistino da enduro ricavato in una ex cava di ghiaia e, una volta completato il test, tornare in città al punto di partenza, tutto senza ricaricare la batteria.
Partiamo dall’utilizzo urbano con la batteria al 100%. Su strada, la sensazione di leggerezza e agilità è immediata, permettendo di muoversi nel traffico come una bicicletta o un piccolo scooter. Le sospensioni a lunga escursione si fanno sentire sui fondi stradali rovinati o sconnessi, garantendo un buon comfort.
La mappa Eco è ideale per l’uso urbano, assicurando un’erogazione fluida, senza strappi, e allo stesso tempo consentendo di risparmiare batteria. Su strade più veloci, la mappa Standard si rivela utile per effettuare sorpassi rapidi quando necessario.
Il controllo di trazione funziona bene nella maggior parte dei casi, anche se il limite si percepisce quando la ruota posteriore slitta su strisce bianche bagnate durante l’accelerazione. La frenata è convincente, aggressiva e istantanea, ma richiede attenzione nella modulazione, soprattutto su asfalto umido o bagnato. Driblato tutto il traffico arriviamo finalmente al pistino, la batteria ora segna circa il 70%.
Una volta messi i tasselli in fuoristrada, la confidenza è immediata: nonostante il terreno fosse molto bucato e umido, la Zero XE ha subito mostrato la sua vocazione al divertimento puro. Dal punto di vista ciclistico, l’agilità è la sua caratteristica dominante. Grazie alla compattezza, i cambi di direzione, gli inserimenti in curva e gli ostacoli diventano un gioco da ragazzi. Single track e curve strette sembrano il suo pane quotidiano, e nonostante le quote non siano da specialistica, riesce a cavarsela anche nelle situazioni più complesse.
Per quanto riguarda il motore, la mappa Eco risulta troppo morbida per l’off-road; la Standard offre il miglior compromesso su terreni stretti e umidi, mentre la Sport libera tutta la potenza e la coppia, trasformando la moto in una vera e propria cavalletta reattiva, pronta ad affrontare qualsiasi ostacolo.
Le sospensioni coprono bene le asperità, con una scorrevolezza regolare sia all’anteriore che al posteriore. Con la taratura standard, però, sono quasi arrivato a fondo corsa anteriore in un paio di situazioni; regolando la compressione, la forcella ha risposto in modo ottimale, aumentando la confidenza. La frenata si è dimostrata buona e incisiva, anche se l’anteriore potrebbe risultare più modulabile e meno secco.
Al termine del test off-road, la batteria segnava il 30%, scendendo al 5% dopo il ritorno in città. In totale sono stati percorsi 59 km, con il recupero energia impostato al minimo (1 su 3), mantenendo una guida tranquilla su strada, con qualche accelerazione sulle statali veloci, e sfruttando la moto al massimo in fuoristrada.
VOTO: 7,5

Zero Motorcycles XE: RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO
Per portarsi a casa una XE vi serviranno 6.770 euro, a cui però dovranno essere aggiunti ulteriori 500 euro per l’immatricolazione e la messa su strada, portando il prezzo finale a 7270 euro. Se poi volete una batteria aggiuntiva vi serviranno ulteriori 2300 euro.
Con questo prezzo la Zero XE si posiziona tra le proposte più accessibili del marchio, e anche tra le più accessibili del suo segmento. Materiali e dotazioni convincono e il motore elettrico aggiunge un ulteriore vantaggio: la manutenzione è ridotta al minimo. A rendere il quadro ancora più interessante ci sono gli Ecobonus statali, che, se disponibili al momento dell’acquisto, possono ridurre sensibilmente il prezzo finale. Quindi se siete interessati al mondo del fuoristrada elettrico la XE è sicuramente un prodotto da tenere in considerazione.
VOTO: 7
Test Zero Motorcycles XE: CONCLUSIONI
Per tirare le somme, la Zero XE conferma la sua natura di “fun bike”: una moto pensata per il divertimento puro, immediata, agile e più capace di quanto i numeri possano far immaginare. Non vuole competere con le specialistiche, ma sul campo si difende bene, regalando una guida sempre intuitiva e piacevole, anche sui terreni più impegnativi.
La XE si rivolge a un pubblico ampio: è ideale per chi si avvicina al fuoristrada per la prima volta, ma può interessare anche chi possiede già una moto specialistica e cerca un mezzo con cui allenarsi diversamente o semplicemente divertirsi senza pensieri. Può inoltre essere usata come fedele compagna urbana per le commissioni quotidiane, per poi scatenarsi in fuoristrada nel tempo libero.
Il limite rimane chiaramente l’autonomia, che ne definisce il raggio d’azione. Perfetta per chi ha boschi o campi nei dintorni di casa, o per chi può trasportarla fino al punto di partenza. Per percorsi più lunghi, serve pianificare con attenzione la propria piccola avventura. Una cosa è certa: qualunque sia il vostro utilizzo, il divertimento è assicurato.
VOTO FINALE: 7,2

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