IL NUOVO BICILINDRICO HA GLI STESSI PREGI (tanti) dei grossi bicilindrici a V di 75° made in Mattighofen. La risposta al gas è prontissima ma non brusca. In accelerazione il propulsore sale rapidamente di giri e mentre ciò avviene si avverte pochissimo l’inerzia degli organi meccanici in movimento. Tutto ciò, però, non si traduce in qualcosa di poco guidabile, anzi, attraverso il comando gas e giocando con i riding mode (track, sport, street e rain), che permettono di modificare velocemente l’erogazione e il livello d’intervento del traction control, si riesce sempre a trovare la configurazione adatta alle esigenze del momento.

GLI UNICI DIFETTI sono una risposta un filo aggressiva quando si effettuano rapidamente chiusure e aperture dell’acceleratore e qualche microvibrazione di troppo ai regimi medio-alti. Per il resto è tutto favoloso, dal modo con cui questo bicilindrico si fa sentire presente, passando per la sua elasticità, che gli consente di essere utilizzato ai bassi regimi con le marce lunghe. Inoltre, pur avendo ottime doti di allungo, che dopo 8000 giri diventa davvero emozionante, la coppia ai medi regimi abbonda e consente di mantenere sempre la ruota posteriore in trazione, senza abusare del cambio, che comunque si usa con soddisfazione.

QUESTO È SOLO UN PICCOLO ASSAGGIO. Potete scoprire tutto sulla nuova KTM Duke 790 sui numeri di InMoto e Motosprint, in edicola rispettivamente dai prossimi 15 e 13 marzo.