Comparativa naked di media cilindrata: lotta all’ultimo sangue!
Se è il puro divertimento quello che cercate, allora siete nel posto giusto. Le moderne naked di media cilindrata offrono tutto ciò che serve per piegare come matti su strada. Le abbiamo scatenate una contro l’altra ed ecco chi, secondo noi, è la migliore…

Pubblicato il 24 settembre 2020, 14:26 (Aggiornato il 24 settembre 2020, 12:46)
MV Agusta Brutale 800 Rosso - Botta pesante

Poche moto mantengono le promesse quanto la Brutale. La maleducazione con cui scarica a terra i cavalli è sempre stata una sua caratteristica, una botta di quelle giuste come direbbe qualcuno. Prendete una moto corta, alta di baricentro e con un motore pronto a scatenare l’inferno, mescolate tutto con un ride-by-wire bizzoso e il piatto Brutale è servito. Sia quel che sia, va detta una cosa: anche in questa versione Rosso, rimane un riferimento di design. Superfici slanciate che istigano pensieri impuri. Ci si accomoda su una sella non particolarmente ospitale, in alto e piuttosto obbligati: li si è, lì si rimane. Una posizione che però suggerisce controllo. Il tre cilindri si mette in moto abbaiando rabbioso, manco gli avessimo rubato la marmellata. In città si procede un po’ a tentoni, tra un’accelerazione violenta e una svolta improvvisa.

Alle basse andature non è così semplice con lei, soprattutto per il motore: il tre cilindri di Schiranna ha un’erogazione quasi duetempistica. Ai bassi è fin troppo pacato, anche in mappa Sport, ma da circa 4.000 giri esplode con una ferocia bestiale, emettendo un urlo meccanico da pelle d’oca e spingendo la ruota anteriore verso il cielo. Sarà l’acceleratore non perfettamente calibrato, o forse la sua stessa natura, sta di fatto che trovare l’andatura fluida, con la Brutale, non è immediato. Bisogna far stazionare il motore nella zona intermedia del contagiri ed essere estremamente delicati con il gas: guidata così, funziona come un violino. Al motore ribelle fa il paio una ciclistica piatta e incredibilmente reattiva, pensata per chiudere le traiettorie il più in fretta possibile. La Brutale svolta in un fazzoletto, e per questo può incutere un certo timore. Anche in questo caso, i motivi di questo comportamento quasi nevrotico sono diversi: il baricentro posizionato chissà dove, le quote ultra compatte, o forse la rigidità di telaio e sospensioni. Più si spinge, più la Brutale funziona. A patto di guidarla con mestiere.
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