Polini EP3+, reattività controllata

La nuova versione del motore per e-bike mantiene fede al credo della Casa bergamasca: prestazioni innanzitutto. Ma sempre più sfruttabili. Lo abbiamo provato in offroad

Nicola Andreetto

Polini ha da qualche tempo una doppia anima e sotto lo stesso tetto convivono felici il diavolo e l'acqua santa. Non solo, a guardarle bene si scopre che si assomigliano pure. A chi non segue il mercato delle bici elettriche e collega l'azienda bergamasca a chiassose Vespe elaborate o sguaiate minimoto due tempi può suonare persino insolito, ma Polini - che deve le sue origini proprio alle bicicliette - è stata tra le prime realtà italiane a credere nel nascente settore delle e-bike investendo in tecnologia e innovazione. E soprattutto, cosa non banale, è riuscita a farlo senza tradire quello che è sempre stato il cuore della filosofia aziendale: le prestazioni.
 

EP3+: parola d'ordine prestazioni

Presentato nel 2016, il motore EP3 si è fatto subito apprezzare per le dimensioni e il peso contenuti oltre che per la presenza di tutti i sensori possibili che ne facevano un prodotto sofisticato. Insomma, è stato da subito un motore di alta gamma. Ora è arrivata la versione EP3+: 2.950 gr, larghezza tra le più contenute sul mercato, 75 Nm di coppia per la versione Road e 90 Nm per quella MX dedicata alle mtb che è quella che abbiamo provato in occasione della sua presentazione.
 
 
Si può scegliere tra 5 diverse mappature: Touring per una maggiore autonomia e una pedalata più dolce, Dynamic per un'erogazione più sportiva ma un feeling della pedalata comunque "naturale" e Race che è il setup messo a punto nel Campionato World Series e nell'Italiano FMI, nei quali sta mietendo successi. A queste si aggiungono due mappature completamente personalizzabili via bluetooth tramite l'applicazione che verrà rilasciata a breve. Per ogni "riding mode" si aggiunge la possibilità di gestire 5 livelli di assistenza del motore da 1 a 5 il che, abbinato al cambio meccanico della bici, consente di affrontare realmente qualsiasi situazione. La gestione software è un altro dei fiori all'occhiello dell'EP3+. Il "Polini Dynamic Control" è stato messo a punto per offrire precisione nella gestione della coppia, reattività nel seguire le variazioni di pedalata, un minor tempo di risposta e un'assistenza attiva fino a 120 rpm.
 

Potenza e reattività, ma sotto controllo

Ma veniamo alla nostra prova. Per l'occasione Polini ci ha fornito una Fulgur Tora. Il marchio italiano è ancora poco noto ai più ma sta facendo breccia tra gli appassionati con bici d'alta gamma personalizzabili. Basti pensare che la Mula, modello top di gamma, è una enduro con telaio full-carbon, forcella Ohlins 160 mm, pesa appena 20 kg ed è assemblata a mano dall'azienda di Ceriano Laghetto (Monza-Brianza). La Tora ha doti molto simili, ma telaio in alluminio e componentistica più "abbordabile" per un peso di 24 kg. Tra i motivi del successo della Fulgur c'è sicuramente l'aver scelto il powertrain Polini, riconosciuto tra i più performanti. E i risultati sui campi di gara lo stanno dimostrando.
 
 
Da pedalatori più dediti al turismo che alle gare, salire in sella a tanta raffinatezza mette quasi soggezione, ma troviamo subito confidenza. D'altra parte si sa che al lusso ci si abitua in fretta. Iniziamo il nostro test con la mappatura Touring e con un tratto in salita asfaltato bello ripido. All'aumentare della pendenza aumentiamo anche l'intervento del motore e raggiunto il suo massimo non facciamo quasi alcuno sforzo. Nonostante la coppia erogata, la risposta si mantiene dolce anche quando mettiamo le ruote sulle foglie bagnate e sul fango. L'effetto è simile a quello di un controllo di trazione e la ruota non pattina.
 
 
Allora passiamo a Race e qui la musica cambia. La reattività aumenta in maniera evidente e la potenza a disposizione è tanta, occorre prenderci la mano. La perdita di aderenza però va ricercata. Tradotto, per sgommare bisogna impegnarsi più che in passato perché la risposta è meno brusca. Evidente, però, che per la mappa Race bisogna trovare il giusto equilibrio, ci vuole esperienza perché il sostegno del motore si fa sentire e si rischia di perdere naturalezza nella pedalata se non si è abituati ad andare sempre al massimo. Apprezzate le doti di potenza e del software, passiamo dunque a Dynamic che si preannuncia come la giusta via di mezzo per divertirsi in mezzo al bosco anche con il fango. Interveniamo sulla pulsantiera posta sulla sinistra e possiamo apprezzare l'intuitività e completezza del display da 2,5" ben dimensionato e visibile anche al sole grazie all'adattamento automatico di colori e luminosità. Dynamic è effettivamente il setup che fa al caso nostro e, scommettiamo, della maggior parte degli utilizzi: si può sentire la pedalata, si percepisce la giusta quantità di sforzo in modo molto naturale e allo stesso tempo si riesce ad andare molto più veloce.
 
 
Restituiamo, un po' infangati e sorridenti, la Fulgur allo staff Polini. Peccato che la brevità della prova non ci consente di fare rilevamenti degni di nota sul consumo della batteria da 504 Wh. Registriamo comunque la consapevolezza che Polini, pur rappresentando ancora una scelta di nicchia all'interno del panorama dei motori per e-bike dominato dai grandi player tedeschi e asiatici, propone un prodotto all'avanguardia ed efficace che sa essere al contempo specialistico per l'esperto e sfruttabile anche dal ciclista della domenica.

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