Il telaio a doppia culla chiusa con triangolatura centrale era ulteriormente rinforzato da fazzoletti in lamiera alleggeriti da numerosi fori, come sulle macchine da gara. Il serbatoio in vetroresina era lungo e sottile. Stesso materiale anche codino e paraschizzi centrale. Inox, invece, per gli affilatissimi parafanghi, con l’anteriore montato aderente al pneumatico. Ammortizzatori regolabili e forcella idraulica Bonazzi-Gambetta con steli da 30 mm, mentre per frenare c’era una coppia di mozzi a tamburo in alluminio, con l’anteriore a quattro ganasce e prese d’aria dinamiche a periscopio. Ruote da 18”, con cerchi in alluminio a profilo sportivo  e la consueta gommatura da 2¼. 

IL MOTORE - Il motore è il noto e collaudato F. Morini Turbo a quattro rapporti, che oltre ad essere disponibile nella variante Export da 6 CV viene proposto anche con un’elaborazione della Casa definita “Special” capace di 8 CV a 10.000. Ma la vera novità – quella in grado di mandare in orbita i giovani centauri di allora – era la possibilità di poter richiedere l’installazione di un gruppo termico in alluminio con cilindro a canna cromata raffreddato ad acqua, completo di radiatore e tubi. Questa trasformazione, con circolazione del liquido a termosifone, viene denominata Grand Prix ed è in grado di fornire una potenza di oltre 7 CV e può essere poi ulteriormente arricchita da un termometro per la temperatura dell’acqua e da un contagiri. Il kit può subire ancora un incremento di prestazioni sulla versione con diagrammi modificati dalla stessa Tecnomoto che viene pubblicizzata, completa di marmitta dedicata, come capace di ben 10 CV a 12.000 giri.

PRESTAZIONI IMPORTANTI - Sia il carter dell’accensione che quello della frizione sono abbondantemente alettati, e contribuiscono a rendere ancor più aggressivo il look del motore. Infine, come se tutto ciò non bastasse, era disponibile una bella carenatura in fibra di vetro con cupolino in plexiglas e oblò anteriore che consente l’utilizzo del faro. Un piccolo missile terra-terra, sicuramente un mazzo esclusivo, e in grado di viaggiare tranquillamente oltrela meta dei 100 Km/h. Tuttavia la maggioranza degli Sport Special saranno venduti (come confermato dal costruttore) nella versione con il classico raffreddamento ad aria che, con un'adeguata messa a punto, non era certo da meno in fatto di prestazioni “reali”.