La tranquilla R 80 abbandona le giunoniche forme da granturismo di annata per diventare Aggressiva e sfrontata. Protagonista il motore boxer vitaminizzato: La Bulldog di TPR calca le sgangherate strade del futuro post-atomico La base di partenza per questa creatura by TPR Italian Factory deriva dal classico motore/telaio della BMW R 80 RT model year ’84, apprezzatissima dai puristi del marchio di Monaco di Baviera, che mai la sottoporrebbero a tale “trasfigurazione”. Il bicilindrico raffreddato ad aria viene completamente smontato e revisionato con cura, accrescendone il carattere, piuttosto tranquillo in origine, con l’adozione di una coppia di carburatori Bing a membrana, personalizzati da TPR, più idonei al compito di assecondare il rinnovato aspetto della R 80. I ragazzacci milanesi dell’officina TPR arricchiscono l’alimentazione, incrementando la portata di aria fresca con l’adozione di filtri esterni che, oltre a dar maggiore tono e carattere al bicilindrico tedesco, regalano un discreto sound in accelerazione. L’affinamento estetico e tecnico prevede il montaggio di tubazioni aeronautiche per i passaggi dell’olio e per i condotti del carburante, oltre a candele e impianto elettrico di maggiore qualità. Visivamente appare importante il lavoro artigianale che Pietro Figini & Co. hanno devoluto verso questa bella special bavarese, iniziando proprio dal serbatoio “hand made” realizzato in alluminio; voluminoso ed evocativo, insieme al motore, rende possente e dinamica la parte centrale della Bulldog, quasi fosse il torace ipertrofico del cane nato per combattere i tori. Sfacciata ed evidente la differenza con la porzione posteriore, resa più snella dalla quasi totale eliminazione del superfluo. Il telaietto reggisella costruito a mano, rialzato e accorciato di 38 mm rispetto all’originale, è lasciato a vista e ospita una sottile sella biposto essenziale e primitiva, associata alle tabelle portanumero laterali che ci ricordano le rinnovate caratteristiche dinamiche della Bulldog; una scrambler “manubrio stretto” fuori dagli schemi, rudimentale solo in apparenza, dove tutto quel che c’è ha una sua logica funzione. 11347cwr Il lavoro manuale si concentra sul manubrio montato su una coppia di riser che sfruttano la piastra di sterzo superiore. Tra i supporti del manubrio spunta la manopola del frenasterzo ad attrito, che rafforza l’immagine old style. Il manubrio è completato da leve freno e frizione in alluminio della W&W, e dallo stesso catalogo TPR ha scelto il singolo strumento contagiri, mentre per le manopole ci si è rivolti a Motorcycles Storehouse. Artigianali sono anche le pedane in Ergal TPR, la factory meneghina che rivernicia a polvere i cerchi a tre razze originali BMW, dotati di pneumatici Avon dal disegno quanto mai nostalgico. La moto ha una predilezione per la terra e per la polvere, vocazione resa possibile migliorandone la ciclistica che sulla Bulldog prevede nuovi pompanti Ohlins che lavorano nella forcella originale, abbinata alla nuova coppia di ammortizzatori posteriori, sempre svedesi. La voce del bicilindrico tedesco, diventata prepotente, viene espressa dal nuovo impianto di scarico artigianale, con collettori hand made bendati con garza in teflon, arricchiti dal terminale SuperTrapp decisamente baritonale; vista la diminuzione di peso e le rinnovate capacità di guida, la Bulldog adotta un nuovo impianto frenante che prevede un doppio disco Grimeca sulla ruota anteriore, abbinato al tamburo originale modificato al retrotreno. Ancora una volta TPR è in grado di stupire, stravolgendo l’immagine sobria e tourer di una BMW che più tedesca non si può. La Bulldog unisce il gusto e il fascino di uno dei motori più longevi e apprezzati nella storia all’entusiasmo irrispettoso della factory milanese.