Nel nostro Paese la segnaletica stradale è troppo spesso trascurata in termini di manutenzione, dislocazione, utilità e qualità, con il risultato che compromette la percezione del pericolo e aumenta il rischio di incidente.

Per capire quali sono le responsabilità degli enti che la gestiscono, ci siamo rivolti all’ing. Bruno Donno, responsabile tecnico del Centro Regionale di Governo e Monitoraggio della Sicurezza Stradale della Regione Lombardia.

"SEGNALETICA DI PRESCRIZIONE, DIREZIONALE E... PUBBLICITARIA"

- Ing. Donno, quale funzione ha la segnaletica quando è in condizioni ottimali?

"Svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del traffico. Accompagna l’utente lungo tutto il percorso, fornendogli tempestivamente indicazioni precise, evitandogli incertezze e anticipando i potenziali pericoli, in modo che possa adottare un comportamento corretto e seguire traiettorie uniformi. Tutto ciò è possibile se la segnaletica è chiara e collocata dove è necessaria. L’utente può così rispettare l’articolo 140 del Codice della Strada (C.d.S.) ovvero comportarsi in modo da non creare pericoli per sé e per gli altri. In questo obbligo deve essere assistito dall’ente gestore della strada che deve avvertirlo di eventuali pericoli attraverso una collocazione ragionevole della segnaletica. Oggi sulle nostre strade abbonda la segnaletica di prescrizione mentre scarseggia quella direzionale, e sono presenti in misura esagerata i cartelli pubblicitari".

- Che relazione esiste tra segnaletica e incidente?

"L’inadeguatezza della segnaletica ha un peso importante tra le cause degli incidenti. Se è sbagliata o poco chiara causa errori e indecisione alla guida e, quindi, incidenti: tamponamenti, scontri laterali ecc. Da vari studi e da una verifica reale si stima che l’effetto della segnaletica sull’incidentalità, da sola o in combinazione con altri fattori, è del 70%. Ottimizzare la segnaletica significa ridurre gli incidenti di circa il 40% e quindi migliorare la circolazione". 

- Ci sono troppi segnali stradali: è forse un tentativo degli enti di proteggersi dalle responsabilità piuttosto che tutelare l’incolumità degli utenti?

"È un modo sbagliato di concepire la sicurezza. Ad esempio: se le curve di una strada sono considerate pericolose perché è presente su tutte il cartello di pericolo, si avrà un calo di attenzione da parte di chi guida. Un’analisi della sicurezza rivela che i problemi più frequenti derivano dalla segnaletica inadeguata e obsoleta, dalla limitata visibilità dei segnali verticali e dei semafori, dall’inadeguata retro riflettenza delle vernici e dalla mancanza di elementi catarifrangenti".

GESTIONE CARENTE

- Come è giustificato il mancato adeguamento della segnaletica?

"Gli enti lo spiegano con la mancanza di risorse economiche. Ciò non può giustificare una segnaletica scadente o sbagliata. Se si eliminano sprechi ed eccessi inaccettabili, le risorse disponibili sono maggiori e possono essere impiegate in modo adeguato. Gli enti sono obbligati ad avere cura del patrimonio segnaletico e a mantenerlo in efficienza".

- Perché la segnaletica è gestita così male?  

"A causa della mancanza di dati aggiornati che permettano di valutare oggettivamente le necessità funzionali della strada. Il D. L. 30 aprile 1992 n. 285 ha reso obbligatoria per gli enti gestori la realizzazione del catasto stradale e il suo aggiornamento costante con i dati sui nuovi progetti o sugli interventi di adeguamento. Il catasto deve contenere tutti i dati che l'ente possiede sulla propria rete viaria e che sono la sintesi di tutte le informazioni disponibili, comprese quelle su cartografie, monitoraggi ambientali, stato di conservazione di opere, pavimentazioni, traffico e incidentalità. I dati sull’incidentalità derivano dai rilevamenti sui sinistri, e sui fattori e le condizioni che li influenzano, compresa la segnaletica. Il catasto è uno strumento essenziale per garantire un’adeguata gestione stradale. Offre la possibilità di progettare la segnaletica e realizzare l’elemento più importante, un piano di segnalamento che integri e coordini tutte le informazioni da dare all’utente. Inoltre, attraverso un piano di manutenzione e un’attenta programmazione degli investimenti è possibile ottimizzare le risorse economiche da destinarsi alla segnaletica".

- Quindi gli enti sono obbligati a mantenere la segnaletica efficiente… 

"Oltre a mantenerla efficiente devono sostituirla, reintegrarla, e rimuoverla anche quando è solo parzialmente inefficiente o non più rispondente allo scopo per il quale è stata collocata. I piani di segnalamento sono obbligatori anche per i Comuni sotto i 30.000 abitanti, indipendentemente dai piani urbani del traffico (art. 77, comma 2 e 3, regolamento di esecuzione del C.d.S.)".

- E se l’obbligo è ignorato?

"Il mancato ripristino di un segnale stradale che impone un obbligo o un divieto regolarmente stabilito con provvedimento amministrativo (art. 6 e 7, C.d.S.), può dare luogo, in caso di incidente stradale, a responsabilità penale e civile a carico di amministratori o dipendenti dell’ente".

- Dove è possibile recuperare i fondi necessari per aggiornarla?

"Dai finanziamenti ministeriali, regionali ed europei; dall’applicazione dell’art. 208 del C.d.S. (prevede che il 50% dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni sia destinato agli enti gestori per l’aggiornamento della segnaletica); infine dalle risorse di cui dispone ciascun ente da destinare a questo scopo. L’ente deve essere sempre pronto a partecipare ai bandi. Se vuole recuperare i finanziamenti all’esterno, deve avere preparato un piano di segnalamento da attuare in tempi brevi, nel momento in cui il bando è pubblicato. Tale piano richiede attenzione ma può dare notevoli soddisfazioni e, soprattutto, importanti effetti sulla sicurezza delle strade".

COSTI E INVESTIMENTI

- Quali sono i costi?

"Non sono esorbitanti. Prendiamo ad esempio un palo con il suo pannello integrativo: costa 100 euro, compreso l’impianto. Consideriamo una cittadina con una rete viaria di circa 60 km e un numero di 110 impianti per km: il suo patrimonio segnaletico ammonta a circa 650.000 euro di cui il 40% (circa 260.000 euro) è costituito, molto probabilmente, da una segnaletica superflua o sbagliata. Consideriamo il costo di un incarico a un professionista per realizzare il catasto della segnaletica: 330 euro a km (19.800 euro); oppure per realizzare un piano di segnalamento: 460 euro a km (27.600 euro). Con poco più di 47.000 euro avremo la conoscenza del patrimonio di segnaletica dell’ente che gestisce le strade di quella cittadina". 

- Perché gli enti dovrebbero investire sulla segnaletica?

"Per tre buone ragioni. La prima è ridurre il livello di incidentalità stradale: il nostro Paese non ha ancora raggiunto l’obiettivo europeo di dimezzare il numero degli incidenti e dei morti. La seconda riguarda il futuro: una segnaletica in buono stato è fondamentale per lo sviluppo di strade intelligenti (smart road) che consentono la comunicazione e l’interconnessione tra i veicoli. La terza è la ripresa dell’economia: gli investimenti per la manutenzione della segnaletica sarebbero un valore aggiunto".

- Perché continua a essere sottovalutata in Italia?

"È un problema culturale. Occorre riprendere e diffondere la cultura della buona segnaletica per aumentare la sicurezza sulle strade".

- Da dove è necessario ripartire?

"Dalla formazione. Gli enti gestori devono formare esperti tra il proprio personale. In alternativa, devono affidarsi a specialisti. Non si può affidare la realizzazione della segnaletica orizzontale a un manovale! Occorrono progettualità, impostazione e metodo. Una gestione migliore della circolazione richiede una segnaletica decente. Se convinciamo gli enti a prestare più attenzione alla segnaletica, circoleremo più sicuri e avremo meno motivi per lamentarci".