In picchiata, come un falco pellegrino – quello stesso animale da cui presero ispirazione ad Hamamatsu nel lontano 1999 – è tornata la leggendaria Suzuki GSX-R 1300 Hayabusa.

Sport tourer che fin dal suo esordio fece vibrare l’anima e il cuore di ogni motociclista grazie al suo motore quadricilindrico da 1298 cc e 175 cv, capace di toccare i 312 km/h di velocità massima. Quelle stesse caratteristiche che oltre vent’anni fa la elevarono a moto di serie più veloce del mondo, ora tornano 2021 per tramandare alle future generazioni la voglia di superare ogni limite.

4 CILINDRI DI 1340 cc e 190 CV

Ridurre però le peculiarità della nuova Hayabusa alla sola idea di andar forte sarebbe ingeneroso. La maxi di Hamamatsu ha nella genesi più che ventennale delle qualità che oggi, con l’arrivo della versione Euro 5, ne elevano ancora di più la sostanza a moto dalle prestazioni pazzesche, ma allo stesso tempo grande amica per chi cerca un mezzo con cui percorrere tanti chilometri.

Inalterati i tratti tipici, ma la rinnovate forme della nuova Hayabusa mixano meglio efficienza aerodinamica a eleganza. Il caratteristico frontale mantiene la disposizione con le due voraci prese d’aria del sistema SRAD (che vede anche nuovi condotti), ora però più ampie è profilate, che vedono inglobate luci di posizioni e frecce in un unico corpo. Il fanale mantiene la caratteristica disposizione degli elementi luminosi  sovrapposta e con la finezza di caratteri kanji inclusi nel parte interna e superiore del supporto. Scorrendo sui lati della avvolgente carenatura non si può non notare l’omaggio al nome “Hayabusa” (il falco Pellegrino che attacca in picchiata a oltre 300 km/h) con delle “V” tratteggiate sulle cover poste sotto al serbatoio carburante e che ricordano le piume del veloce rapace.

Restando nella zona delle fiancate piacciono le forme “curvy” caratterizzate superfici sinuose ed eleganti, esaltate da vernici bicolore e modanature cromate e dove regnano i due grossi sfoghi del radiatore.

SPOILER AGGIUNTIVO

Il classico codone ogivale aggiunge ora alla sua estremità inferiore uno spoiler che richiama nello stile gli estrattori che vediamo su alcune supercars e che ha la funzione di rendere “puliti” i filetti fluidi minimizzando l’insorgere di turbolenze in una zona molto delicata da questo punto di vista.

A nuove forme corrisponde anche una rivisitazione della ergonomia della moto: la posizione di guida è stata rivista in ottica comfort e vede un manubrio leggermente rialzato e più vicino al piano sella di 12 mm, questo per avere un busto più eretto e ridurre l’affaticamento nelle lunghe percorrenze. Su questo fronte fa gioco anche un nuovo plexiglass (disponibile anche in versione rialzata di 38 mm come accessorio) ed un manubrio montato su supporti flottanti in modo da filtrare eventuali vibrazioni sulle manopole.

La parte ciclistica non propone grossi stravolgimenti. La distribuzione dei pesi ora è 50/50 e il telaio in alluminio resta preessochè invariato ma vede montato un nuovo telaietto reggisella più leeggero di 700 grammi.

A livello di sospensioni segnaliamo una diversa taratura per mono e forcella (KYB da 43 mm) ottimizzati per eliminare effetti di sovrasterzo alle basse andature. Il baricentro basso della Hayabusa, l’interasse di 1.480 mm e i nuovi pneumatici Bridgestone Battlax S22 (120/70 e 190/50), contribuiscono inoltre ad ottenere il giusto compromesso tra maneggevolezza e stabilità.

PRESTAZIONI CALIBRATE

Il 4 cilindri in linea rimane di 1340 cc pur rivisto in ottica Euro 5. Il dato di potenza massima è di 190 i CV ora dichiarati (contro i preecedenti 197 CV) la coppia massima invece è a quota 150 Nm a 7000 giri/min (contro 155 Nm a 7200 giri/min) valori che però non impediscono un miglioramento della curva di erogazione fino alla soglia 6000 giri/mini. La velocità massima è autolimitata a 299 km/h.

Per rientrare nei più stringenti vincoli di omologazione si è lavorato in ogni comparto: dal sistema di aspirazione che vede una più voluminosa cassa filtro di 11,3 L e nuovi corpi farfallati di 43 mm (prima erano da 44mm) con doppio iniettore, un nuovo comando del gas Full Ride-by-Wire e diverso sistema di scarico che presenta anche una nuova camera per catalizzatore. Aggiornamenti anche all’interno dove alloggiano pistoni alleggeriti, nuove bielle e alberi a camme rivisti nell’alzata e camere di combustione a maggiore turbolenza. Rivista la frizione con lo scopo di alleggerirne l'azionamento alla leva.

ELETTRONICA: ARRIVA IL SIRS

Il comparto elettronico ora poggia sul sistema SIRS (Suzuki Intelligence Ride System) che si interfaccia con la IMU a sei assi e porta in dote 3+3 Riding Mode (tre mappe preimpostate più 3 impostabili dall’utente). Ognuno di questi seleziona il livello di intervento del TC, l’Anti-Lift control,l’Engine Brake e il cambio Quick-Shift bidirezionale. Tutto intervenendo dagli switch al manubrio e visualizzando le informazioni sul pannello TFT al centro della strumentazione formata anche da quattro elementi analogici. Non mancano lo Speed Limiter, il Cruise Control e il Launch Control senza dimenticare il sistema Suzuki Easy Start che agevola nelle partenze ed il Low RPM Assist che evita di procedere a “singhiozzo” quando si marcia a basse andature in mezzo al traffico. La frenata, infine, si avvale di sistema ABS e ripartitore. 

PREZZO E DISPONIBILITà

La nuova Suzuki Hayabusa arriverà in concessionaria nel mese di marzo nelle due livree previste per l’Italia: l’aggressiva ed elegante nero/oro e una più fresca colorazione argento (Silver) metallizzato con particolari in rosso. Per entrambe il prezzo è di 19.390 euro f.c. con cover monoposto e specchi carbon look compresi. Disponibile anche una versione "Web Edition" per l'Italia, prenotabile sul web store Suzuki e arricchita di diversi accessori, scarico Akrapovic in titanio compreso. Il prezzo? 21.490 euro f.c.

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