FORZA ITALIA - Qualche volta le storie hanno un lieto fine. O, come in questo caso, un lieto inizio. È di poco tempo fa la notizia che Kawasaki, dopo un’estenuante trattativa durata tre anni, ha acquisito il Marchio Bimota, più precisamente il 49,9% della società. Il resto, il 50,1%, rimane nelle mani di Chiancianesi e Longoni.

E all’EICMA di quest’anno si presentano con un’incredibile supersportiva chiamata Bimota TESI H2.

 

LA MOTO - Non occorre scervellarsi troppo per capire di cosa si tratta: la Bimota TESI H2 è un mix tra la supersportiva Ninja H2 e la Bimota TESI. Significa che l’avantreno è un forcellone con sistema di sterzata integrato nel mozzo, che sulla TESI di vecchia generazione serviva a limitare l’affondamento in frenata (oltre a costituire un dettaglio estetico-meccanico più unico che raro). Anche il telaio ha origini italiane ed è una struttura ad omega realizzata in piastre di alluminio. Il cuore di questa alinea superbike è il 4 cilindri in linea sovralimentato con compressore centrifugo di 998 cc; i numeri di potenza, peso e ciclistica non sono stati dichiarati ma è lecito attendersi oltre 200 CV e (ben) oltre 200 kg. Completano il quadro le sospensioni elettroniche Ohlins, le alette aerodinamiche e le pinze Brembo. Senza contare le tantissime componenti in fibra di carbonio.

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