Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Cantava così Antonello Venditti nel 1991. Anni in cui la moto, o il motorino, erano veri compagni di vita, di storie da raccontare, di passioni. Dove il mondo era davvero un altro mondo: meno frenetico, paranoico, isterico. Tutto scorreva in modo più leggero, cauto si, ma anche spensierato, molto spesso passionale.  
E chissà cosa avrà provato l'uomo, classe 1946, quando qualche anno prima si era visto sottrarre il suo adorato Piaggio Ciao. Un fatto avvenuto nel 1986 in Liguria, a Loano per la precisione, in una fredda mattinata di novembre.

Lo choc, poi la denuncia ai Carabinieri. Una storia come tante, verrebbe voglia di dire. Ma tutte le storie hanno sempre un fine. Bello, brutto, non sta a noi deciderlo. E' il destino che nei modi e nei tempi più improbabili ci mette il suo fatale zampino. 

Un cuore da 50cc

In questo caso il destino ha fatto sì che dopo la bellezza di 34 anni, il mitico Ciao sia tornato nuovamente tra le braccia del proprietario. Quel piccolo motorino, invece di finire in qualche fosso o discarica, ha continuato imperterrito a marciare. Quasi avesse un cuore. Quel cuore che porta a dire: un giorno tornerò a casa. Ha continuato a marciare, a sputazzare fumo azzurrognolo da miscela, ad accelerare, a frenare. Tutto per 34 anni.

Decisivo un posto di blocco, in provincia di Taranto, in quel di Avetrana. Un luogo ai più noto per tristi vicende di cronaca nera, ma per il piccolo popolo dei motociclisti un luogo che probabilmente assume un diverso e grande significato. Da oggi.

Lieto fine

Quel motorino è stato ritrovato pochi giorni fa dai poliziotti del commissariato di Manduria, in provincia di Taranto. A 1200 Km di distanza dal luogo del furto nel 1986. 
La sera del 20 febbraio, durante un normale servizio sul territorio, una pattuglia dei Carabinieri ha fermato un giovane, a bordo di un Ciao, che correva un po' troppo e senza indossare il casco. Dopo il fermo, gli agenti hanno effettuato un controllo a quel motorino che circolava anche senza la targa. Dai numeri di telaio sono riusciti a risalire al vero proprietario. Rubato nel 1986 a Loano, ritrovato nel 2020 ad Avetrana ed ancora con la voglia di correre. Che Ciao e che storia, ragazzi...!

I motorini: i "Social" di un tempo