Il sogno di Castiglioni si infranse per il sopraggiungere di alcune difficoltà contingenti dovute ai possibili problemi di bilancio di Cagiva che, già impegnata in investimenti importanti per il Motomondiale, non avrebbe potuto sostenere adeguatamente i costi di produzione della moto. Al contempo, anche la Ferrari decise di ritirarsi in quanto non soddisfatta dalle performance del motore in fase di test con il timore ulteriore di un possibile investimento sbagliato che avrebbe potuto minare il prestigio del marchio. Sarebbe dovuta essere una Cagiva, poi su pressione di Massimo Tamburini, Castiglioni aveva voluto anche i fuochi artificiali acquistando il marchio MV Agusta. 

La MV Agusta F4

Il prototipo della Ferrari-Cagiva F4 tornò d'attualità con l'acquisto da parte di Cagiva di MV AgustaLo stesso Tamburini, incaricato da Castiglioni di progettare il design della F4, convertì quel progetto nella MV Agusta F4. La moto, presentata nel 1997 a Eicma, rispetto alla precedente perse qualsiasi familiarità con Ferrari nel motore ma era dotato di tecnologie e design all'avanguardia con 126 CV a 12.500 g/min, per una coppia di 72 Nm a 10.500 g/min.

Sotto le carene, venne posizionato un telaio a struttura mista a traliccio imbullonato a piastre di alluminio nella zona di attacco del forcellone (monobraccio), mentre lo scarico terminava con l'originalissimo design a canne d'organo con quattro uscite poste sotto il doppio faro. Una moto innovativa nella tecnica e nel design che contribuì al deciso rilancio del marchio di Schiranna e che venne riconosciuta come "La moto più bella del mondo".

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