Il penultimo appuntamento della stagione del mondiale Superbike è in programma dal 20 al 22 ottobre al Circuito de Jerez, nella regione dell’Andalusia, ad un centinaio di chilometri dallo stretto di Gibilterra.

IL CIRCUITO - Il Mondiale Superbike è sbarcato su questa pista nel 1990 ma per la seconda edizione si è dovuto attendere il 2013. Sui 4.423 metri della pista si alternano curve lente (da 60-70 km/h), veloci (120-130 km/h) e velocissime (160 km/h): le 13 curve (8 a destra, 5 a sinistra) rappresentano il 31% della lunghezza totale ed offrono numerosi punti per i sorpassi. I notevoli cambi di pendenza richiedono una moto maneggevole e ben bilanciata, oltre che stabile in frenata.

Su questa pista il 24 novembre dell’anno scorso la Kawasaki di Jonathan Rea è riuscita a girare più veloce di quasi tutte le MotoGP scese in pista quel giorno. Però andando a confrontare le pole più veloci di sempre a Jerez le Superbike sono più lente delle MotoGP di oltre un secondo.

Secondo i tecnici Brembo che lavorano a stretto contatto con 17 piloti del Mondiale Superbike, il Circuito de Jerez è impegnativo per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4, identico alle piste di Aragon e Magny-Cours.

L’impegno dei freni durante il GP - Fatta eccezione per la curva 3, nelle altre 12 del circuito i piloti Superbike utilizzano i freni. Oltre che nella curva 3 le MotoGP invece non hanno bisogno dei freni nemmeno alla penultima curva, intitolata alla Ferrari. In un giro a Jerez i freni delle Superbike sono in funzione per circa 30 secondi, equivalenti al 29% del tempo di percorrenza di un giro.

Nonostante la media sia abbassata dalla presenza di tre curve (la 7, la 10 e la 12) con decelerazione inferiore a 1 g, la decelerazione sul giro è di 1,15 g, la terza più alta del campionato dopo l’1,24 g di Chang e l’1,23 g di Donington. Oltretutto gli 1,15 g sono superiori di 0,07 g alla decelerazione fatta registrare in frenata da 100 km/h a 0 dalla Lamborghini Huracan Performante.

Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore sfiora gli 11 quintali. Per i piloti della MotoGP invece il carico complessivo sulla leva supera i 14 quintali complice il maggior numero di giri percorsi: 27 contro i 20 delle Superbike.

Le frenate più impegnative - Delle 12 frenate del Circuito de Jerez ben 2 sono considerate altamente impegnative per i freni, 7 sono di media difficoltà e 3 sono light.

La più impegnativa in assoluto è la curva Dry Sack (curva 6) che risulta addirittura la seconda più dura di tutta il Mondiale 2017: le Superbike vi arrivano a 271 km/h e grazie all’uso dei freni perdono 207 km/h. Per la frenata servono 4,7 secondi e 194 metri durante i quali i piloti esercitano un carico sulla leva del freno di 6,2 kg e subiscono una decelerazione di 1,5 g mentre il liquido freno Brembo HTC 64T raggiunge i 13,2 bar di pressione.

Un po’ meno difficile ma pur sempre complessa è la frenata alla prima curva, da 265 km/h a 88 km/h in 172 metri. I piloti si attaccano ai freni per 4 secondi esercitando un carico sulla leva di 5,9 kg. Anche in questo caso la decelerazione è di 1,5 g mentre la pressione del liquido freno arriva a 12,7 bar.

La curva 5 e la 8 si distinguono per 1,3 g di decelerazione e una velocità di ingresso intorno ai 120 km/h. Invece, la curva 13 vanta una frenata più lunga sia in termini di spazio (140 metri) che di tempo (3,7 secondi) ma una decelerazione di 1,2 g.

Prestazioni Brembo - Le moto con freni Brembo hanno vinto tutte le 10 gare del Mondiale Superbike disputate al circuito de Jerez: 5 le vittorie Ducati, 4 quelle di Aprilia e una per Kawasaki. In 4 delle 5 precedenti edizioni il vincitore di Gara1 ha poi vinto anche Gara2: Raymond Roche nel 1990, Eugene Laverty nel 2013, Marco Melandri nel 2014 e Chaz Davies l’anno scorso. Nonostante 50 vittorie nel Mondiale Superbike, tutte con freni Brembo, su questa pista Jonathan Rea non ha mai vinto.