Abbiamo provato il nuovo Yamaha Tmax

Abbiamo provato il nuovo Yamaha Tmax
Il Tmax si rinnova: nuova evoluzione per uno scooter sempre più irraggiungibile

Redazione - @InMoto_it

Quattordici anni sono passati dalla nascita del primo scooter bicilindrico di Yamaha e oggi con la sua quinta generazione continua a segnare la storia di un segmento che Yamaha stessa ha inventato nel 2001. Questo Tmax non porta grandi innovazioni, ma ottimizzando alcuni componenti continua a migliorarsi, confermandosi come un punto di riferimento sempre più difficile da eguagliare. Le novità maggiori sono nella parte frontale, dove lo scudo di nuova conformazione ora incorpora un doppio gruppo ottico full-led, finalmente ad accensione simmetrica. La forcella da 41 mm Ø è ora di tipo rovesciato a garanzia di maggiore rigidità, mentre le nuove pinze freno anteriori a 4 pistoncini hanno ora attacco radiale (sono le stesse montate sulla MT09). L’elettronica vede ABS (non di serie) e l’adozione della smartkey, che basta tenere in tasca per avviare lo scooter, aprire la sella o inserire il bloccasterzo. Il sistema keyless diventa estremamente comodo solo dopo aver fatto un po’ di pratica con tutte le funzioni. Le doti dinamiche del Tmax restano quelle notevoli del vecchio modello e la sensazione è che la nuova forcella migliori di qualcosa la stabilità oltre a fornire un maggior sostegno idraulico in compressione. Il propulsore di 530 cm3 con trasmissione finale a cinghia resta invece invariato e conferma le proprie ottime doti di erogazione e trattabilità, condite da una frizione multidisco automatica dal funzionamento pressoché perfetto. Il nuovo Tmax mantiene quindi le caratteristiche di agilità, prestazioni sportive e facilità di guida del vecchio modello, a cui si somma il miglior sostegno della nuova forcella, che grazie ad una resa idraulica migliorata e alla maggior rigidità regala ancor più precisione all’avantreno. Andrea Toumaniantz

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