Suzuki G-Strider: quando il futuro atterrò sulla terra

A inizio millennio le idee viaggiavano alla velocità della luce, e ad Hamamatsu avevano ideato il concept dell'ibrido moto-scooter definitivo. Che fine ha fatto?
Suzuki G-Strider: quando il futuro atterrò sulla terra

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 24 marzo 2026, 09:41

Perchè non arrivò mai alla produzione?

Eppure, nonostante una base tecnica credibile, un enorme feedback positivo da parte degli appassionati e soluzioni in larga parte industrializzabili, la G-Strider non ha mai superato la fase di concept. Dietro quelle linee estreme e quella tecnologia decisamente in anticipo sui tempi, c'era l'idea di un potenziale sfidante del TMax che avrebbe di sicuro detto la sua sul mercato .

Molti degli elementi introdotti da questo prototipo sono diventati realtà negli anni successivi, dalla connettività alla regolazione elettronica dell’ergonomia, fino ai sistemi di assistenza alla guida, e rimane la sensazione di un’occasione mancata... una storia che si ripete. Suzuki, tradizionalmente prudente nella produzione, ha lasciato anche la G-Strider nel cassetto, proprio come ha fatto con altri protitipi interessanti negli anni precedenti. Nel mentre il mercato ha lentamente iniziato a muoversi proprio nella direzione della tecnologia premium lasciando ad Hamamatsu il ruolo di inseguitore nel gioco dell'innovazione.

È indubbio, però, che anche a distanza di oltre vent'anni la G-Strider conservi una modernità sorprendente. Un ibrido moto-scooter pensato per il comfort totale e con prestazioni da vera maxi ma con idee in anticipo sui tempi, tant'è che una vera maxi con queste caratteristiche marchiata Suzuki non l'abbiamo mai vista. Forse proprio per questo che, ancora oggi, è capace di far sognare.

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