Biaggi in pista con la Aprilia RSV4 X e 43° "La passione è un motore che non ha paura delle temperature"

PARLIAMONE - Temperature sempre più alte, tute roventi e motori da oltre 200 CV: tra i cordoli d’estate con una sportiva è una sfida, ma il desiderio di guidare resta più forte
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Biaggi in pista con la Aprilia RSV4 X e 43° "La passione è un motore che non ha paura delle temperature"

William ToscaniWilliam Toscani

Pubblicato il 5 agosto 2026, 09:57 (Aggiornato il 5 agosto 2026, 15:31)

Un post di Max Biaggi, sceso in pista con la RSV4 X nonostante una temperatura di 43 gradi, dimostra quanto un motociclista non abbia davvero paura di nulla. Figurarsi quando è un pluricampione e leggenda del Motomondiale:

"Negli ultimi mesi le temperature sono diventate davvero molto alte  - le paerole del Corsaro - e diventa difficile mettere casco e tuta e salire in sella ad un mostro con 220 CV, che scalda non poco. Ma la passione è un motore che non ha paura delle temperature o delle condizioni avverse! Si continua a girare con la stessa voglia di divertirsi di sempre", ha concluso Max.
Un’immagine che accende inevitabilmente uno spunto di riflessione.

Negli ultimi mesi le temperature hanno raggiunto livelli difficili da sopportare, soprattutto per chi continua a vivere la moto anche nelle giornate più calde. Indossare casco, guanti, stivali e tuta quando l’aria sembra immobile e l’asfalto restituisce tutto il calore accumulato non è certo piacevole. Se poi si sale in sella a una sportiva da oltre 200 CV (240 nel caso della Aprilia X), con un motore che scalda parecchio e scarica aria bollente sulle gambe, il quadro è completo. Anche il semplice trasferimento verso la strada giusta, o pochi giri tra i cordoli, possono trasformarsi in una vera prova di coraggio e resistenza.

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La passione non guarda il termometro

Eppure basta superare i primi chilometri, lasciare alle spalle il traffico e trovare una strada libera per ricordarsi perché ne vale ancora la pena. La passione per la moto è "un motore che non teme il caldo" (cit.), il freddo o le condizioni meno favorevoli. Può rallentare per qualche istante, ma difficilmente si spegne. La voglia di sentire il motore salire di giri e di cercare la traiettoria giusta resta la stessa di sempre.

Naturalmente, questo non significa ignorare i rischi. Guidare con temperature estreme richiede ancora più attenzione, perché la stanchezza arriva prima, la concentrazione cala e il corpo perde liquidi rapidamente. Fermarsi più spesso, bere, scegliere gli orari meno caldi e indossare un abbigliamento tecnico ventilato non sono segni di debolezza, ma gesti di buon senso. La passione deve restare un piacere, non trasformarsi in una sfida inutile contro il proprio fisico.

Chi ama davvero andare in moto conosce bene quella sensazione. Si può partire già accaldati, lamentarsi mentre si chiude la zip della tuta e chiedersi per qualche secondo chi ce l’abbia fatto fare. Poi si accende il motore, si abbassa la visiera e tutto cambia. Il caldo resta, il motore continua a scaldare e la tuta non diventa certo più leggera, ma la mente si concentra sulla guida.

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