Krauser MKM 1000: il sogno tedesco su due ruote

William Toscani
Pubblicato il 17 marzo 2026, 17:36
La Krauser fu fondata dall’ex pilota Michael “Gigi” Krauser, figura leggendaria del motociclismo che nel corso della sua carriera fu coinvolta in diverse categorie delle corse su strada, tra cui sidecar, 80, 250 e 350 cc, distinguendosi come pilota, costruttore e sponsor. Il suo legame con il mondo BMW fu particolarmente significativo: contribuì allo sviluppo delle testate a quattro valvole per i motori boxer e coltivò a lungo il sogno di realizzare una moto completa tutta sua. Questo sogno prese forma nella Krauser MKM 1000, acronimo di “Michael Krauser Monaco”.

Un telaio per il boxer BMW
La MKM 1000 poteva essere acquistata già assemblata, a un prezzo decisamente elevato, oppure sotto forma di kit, pensato per chi possedeva già componenti BMW da riutilizzare. Il cuore del progetto, tuttavia, non era solo il motore, bensì il telaio, vera espressione dell’ambizione tecnica di Krauser. Ispirandosi alle esperienze britanniche di costruttori come Seeley e Rickman, decise di sviluppare una struttura avanzata capace di valorizzare il celebre boxer tedesco. A differenza dell’approccio tradizionale, adottò un metodo innovativo per l’epoca, ricorrendo ai primi strumenti di progettazione assistita. Dopo numerosi tentativi nacque un telaio a traliccio in acciaio al cromo-molibdeno, composto da pochi tubi diritti e numerosi elementi leggermente curvati, uniti da un elevato numero di saldature.

La gabbia per uccelli della Krauser MKM 1000
Questa struttura, soprannominata “gabbia per uccelli” dai giornalisti, si distingueva per la leggerezza, con un peso di soli 11,6 kg, sensibilmente inferiore rispetto a quello del telaio BMW originale. L’integrazione dei componenti comportò diverse modifiche alla ciclistica: la posizione di guida venne rialzata, la geometria della forcella rivista e il passo adattato, mentre numerosi elementi, come freni, cambio e carrozzeria, furono progettati appositamente. Il serbatoio era nascosto sotto una copertura monoblocco che integrava anche sella e fianchetti, contribuendo a un’estetica pulita e aerodinamica, studiata per le alte velocità delle Autobahn.
A completare il progetto vi erano le celebri testate a quattro valvole Krauser, che portavano la potenza a circa 80 cavalli grazie anche a carburatori Dell'Orto PHM da 40 mm, un albero a camme sportivo e scarichi performanti. Tuttavia, queste componenti richiedevano lavorazioni aggiuntive e non erano immediatamente pronte all’uso, causando non pochi problemi agli acquirenti meno esperti. Nonostante le difficoltà e i costi elevati, la MKM 1000 rimane una moto iconica, simbolo di una visione tecnica audace e di un sogno realizzato.
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