Le moto? Sono cose da uomini...

Laura Cattaneo
Pubblicato il 14 gennaio 2026, 08:43
Se tra una scena e l’altra di un film ci interrompono con spot di macchine familiari, agenzie immobiliari e banche con cui accendere prestiti per sposarsi, va da sé che il film in questione avrà un pubblico di giovani in via di sviluppo familiare, o almeno questo è ciò che suppongono gli algoritmi, le intelligenze artificiali o i pianificatori pubblicitari umani. Pur essendo del mestiere, o forse proprio per questo, provo un fastidio quasi fisico ogni volta che mi ritrovo incasellata oppure infilata nella casella sbagliata o, peggio che peggio, mi sento vittima di un gigantesco pregiudizio o di uno stereotipo di genere.
L'esempio più eclatante
Esempio tipicissimo che mi fa imbestialire: le gare di MotoGP.
Quale che sia la piattaforma che sta trasmettendo le qualifiche, le libere, la Sprint – altresì detta “la garetta” da una nonna di mia conoscenza – o la gara della domenica, le pubblicità sono solo di questo tipo: scarpe da lavoro maschili presentate, indossate o inseguite da una bella di turno con delle tette gigantesche, mutande maschili, profumi da uomo, rasoi da barba.
Il perché di tutto questo è piuttosto evidente: nella testa di chi pianifica gli spot c’è l’assoluta convinzione che le moto piacciano solo agli uomini. E io che non mi perdo una qualifica, una libera, una garetta o una gara, sono semplicemente sbagliata, o mi trovo lì per caso, oppure sono un uomo e non lo sapevo. E nemmeno lo sanno le centinaia per non dire migliaia di ragazze, bambine, mamme, nonne che ogni domenica invadono gli spalti, i divani e le curve per assistere alle gare di uno degli sport più appassionanti che conosco.
E la Fomula 1?
Io non guardo le gare di Formula 1, ma sono pronta a scommettere che anche lì dentro sia la stessa cosa, forse con una ulteriore aggiunta rispetto all’età: le gare automobilistiche le guardano solo gli uomini, e pure di una certa età. Quindi gli spazi pubblicitari sono invasi da tette e dentiere, mutande e farmaci per la prostata, qualche integratore e magari una o due banche, che i soldi sono roba da uomini perché le donne non ci capiscono una mazza e comunque al massimo guardano le gare per cercare il buon partito, che la Formula 1 è roba da ricchi e da vecchi.
La passione per le moto: un cambiamento in divenire
Purtroppo ci vuole un gran bel coraggio per cambiare o anche solo per accorgersi del cambiamento o, addirittura, per favorirlo. Essere i primi a dire: “lo sappiamo bene che le moto piacciono non solo ai ragazzi ma anche alle ragazze di tutte le età” comporta un bel salto di qualità e una visione della realtà come un qualcosa che si muove in continuazione, in cui la divisione del mondo in “maschi-azzurro-calcio- moto-ombrelline-calcetto-spogliatoio” e “femmine-rosa-barbie-unghie-capelli- risatine-shopping” è ridicola, limitante e anche dannosa, di sicuro fastidiosa.
La passione per le moto, per le gare, per la velocità è un patrimonio di tutti e tutte, e tutti e tutte vogliamo essere capiti e capite, rappresentati e rappresentate, e vogliamo delle pubblicità che piacciono – o non piacciono – anche a noi.
La strada è ancora lunga e piuttosto impervia, e chissà che si riesca a vedere un cambiamento in tempi brevi, o anche solo un cambiamento. Ho i miei dubbi, ma si vedrà.
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading
