Ma i motociclisti hanno i loro Santi?

Ma i motociclisti hanno i loro Santi?

Nonostante siamo visti come brutti e cattivi, abbiamo i nostri Santi. Sono come noi ma che fanno qualcosa di speciale

Nicolò Bertaccini

E' giunto al termine un bel ponte ed ho notato sulle strade che molti di noi ne hanno approfittato. Molto bene. Adesso che le festività sono passate e ci sembra un po' meno irrispettoso, ho pensato di copiare un format che si vede girare sui social e rendere omaggio a quelli che sono i nostri Santi, i MotoSanti. Sono quelli di noi che fanno qualcosa in più, che si distinguono per provare a rendere migliore il nostro ambiente.

I Santi dei motociclisti

Chi si scansa in auto, quando c'è un po' di fila, quando ci vede arrivare negli specchietti. Non è necessario buttarsi nel fosso, si spostano quel tanto che basta per farci passare meglio. Poco importa se in realtà lo fanno per la sua auto, per evitare che la righiamo per sbaglio, per noi sono comunque Santi.

Chi consiglia ascoltando sul serio. Quante volte vorremmo chiedere consiglio, specialmente sui social, e ci troviamo innondati di giudizi. Il nostro grazie è per i Santi che, a prescindere dalla stupidità del consiglio richiesto, si prendono la briga di risponderci a tema.

Chi commenta un nostro nuovo acquisto con un brindisi e non con una critica, chi festeggia ed è felice insieme a noi per la nostra nuova moto e non commenta subito con le classiche frasi “eh ma cosa ci fai con tutti quei cavalli”, “ne sfrutterai il 20% in strada, non so se è una gran moto” o anche “un mio cugino ce l'ha e si trova male”. Siate felici assieme a noi che finisce di sicuro che offriamo da bere.

Chi non giudica la velocità altrui dalle gomme, ormai dovremmo aver sdoganato il tema, chiudere le gomme non vuol necessariamente dire essere dei manici, anzi ho amici con le gomme non chiuse che mi devono aspettare ore ed ore ad ogni bivio, tanto sono veloci.

Chi saluta e soprattutto chi risponde ai saluti. Quello del saluto è un tema delicato ma voglio rendere giusto omaggio a chi non si dimentica che siamo una grande tribù, anche se abbiamo colori diversi e che salutarci è sempre una piccola emozione.

Chi non inserisce nei suoi discorsi temi tipo “quelli di una volta” e “piloti veri”. Questi sono Santi veri, sono quelli che ricordano con piacere i bei tempi andati, si godono la bellezza del tempo presente e programmano un futuro ancora più divertente, senza dover per forza misurare capacità di epoche passate, che sono imparagonabili. Come dice la protagonista “hanno tutte le età che hanno già avuto” e non hanno bisogno di fare paragoni.

Chi non tifa, non pensa a complotti e si gode le gare. Siamo tutti appassionati, cerchiamo di restare appassionati. Ho fra gli amici un paio di Santi che mi mandano messaggi con commenti tipo “che figata di gara” oppure “ma l'hai vista?! Ma hai visto che spettacolo”. Ecco, loro sono Santi perché si godono lo sport, le corse.

Chi non si misura “le dimensioni” con i CV, i CC e soprattutto gli euro. Purtroppo quello del misurarsi è un vizio che prendiamo alle scuole medie e che poi ci rimane per sempre. Però fra noi ci sono dei Santi che illuminano la strada e ci ricordano che avere più cavalli, più centimetri cubici e spendere più euro non ci qualifica come persone.

Chi spende soldi in gomme, freni, sospensioni e per la sicurezza. Questi e i prossimi sono Santi che andrebbero omaggiati con una festa dedicata, tanto sono importanti. Sono quelli che si ricordano che fra una vite in ergal, uno scarico aperto e una carena in carbonio, ci sono aspetti della moto più importanti da tenere sempre al top.

Chi partecipa ad un corso anche se ha nel polso il traction control e nelle dita l’ABS. Chiunque decide di imparare qualcosa, di confrontarsi con qualcuno, di provare a migliorare è un Santo cui dovremmo tendere, non solo festeggiare.

Chi cambia marchio, perché sono Santi dalla mente aperta, sono quelli che ancora hanno il gusto per scegliere la moto come fosse il loro gioco prezioso e non si fanno condizionare troppo dall'appartenenza ad un marchio o ad un altro. Sono quelli che guardano con curiosità le novità, senza aspettare solo quelle del loro brand preferito.

Chi fa un cenno di intesa se vede un biker a bordo strada. Questi sono Santi veri e propri, sono quelli che se ti vedono fermo ti lanciano uno sguardo e attendono un tuo cenno per capire se hai bisogno oppure no. Fanno quello sguardo da MotoSanti che noi tutti conosciamo bene, che supera visiere oscurate e riflessi del solo e che aspetta un tuo cenno.

Infine, un grazie a chi segnala i velox, questi sono i Santi protettori dei punti sulla patente (non si può, non fatelo).

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