Il motociclista non è cattivo, lo disegnano così

Il motociclista non è cattivo, lo disegnano così

Visto da sempre brutto, sporco, oltre chee pericoloso. Forse noi non abbiamo mai fatto molto per combattere questo stereotipo ma la moto non è questo

Nicolò Bertaccini

Io non sono cattiva è che mi disegnano così”. Questa è una battuta che tutti voi dovreste ricordare, specie se avete passato i 40. E' la famosa battuta della formosa Jessica Rabbit. A distanza di 34 anni mi rendo conto che si adatta perfettamente anche a noi motociclisti. Anche noi, come la signora Rabbit, ci portiamo dietro un'immagine stereotipata che non ci appartiene. Succede sempre e da tanto, però in questo periodo dell'anno mi salta sempre la mosca al naso e finisco per perdere la pazienza.

Infatti, con l'appropinquarsi della bella stagione e delle vacanze diventiamo argomento anche per i giornali non specialistici e per le cronache locali. Solitamente per due motivi: nuovi divieti, limiti, veti da un lato; incidenti dall'altro.

TRA LIMITI E DIVIETI, ORA ANCHE IL RUMORE

Gli amministratori dei nostri territori preferiti fanno fiorire limiti e divieti che ormai hanno svalicato il tema della velocità e abbracciano quello del rumore financo le dotazioni obbligatorie. Tranquillizano gli elettori ed i propri scranni partorendo con fervida immaginazione divieti ad hoc, pensati per quei delinquenti dei motociclisti. Come se il problema fossimo solo noi, come se il grosso del problema fossimo solo noi. Quelli che prediligo sono coloro che usano come asso pigliatutto la sicurezza per tutti noi. Sono amorevoli amministratori che si preoccupano per la nostra incolumità e danno vita a campagne al limite del persecutorio (ricordo la commovente DefendLife andata avanti qualche anno e che ci ha salvati tutti). E pensare che qualche idea costruttiva ci sarebbe, basterebbe citofonare ai campanelli giusti (poi vi dico dove trovare me, ad esempio) e provare l'ebrezza di ascoltare.

Invece no, il motociclista deve essere disegnato cattivo. Anche nelle sfighe. Avete mai fatto caso ai titoli delle cronache locali quando succede qualcosa?

Da Google, ecco alcuni estratti

Moto centra auto”, poco importa se della velocità del motociclista non ci sia alcun riscontro mentre scopriamo che la macchina ha fatto inversione senza preavviso ed alla guida c'era un simpatico signore cui purtroppo l'età ha inevitabilmente ridotto i riflessi. Non importa, è sempre la moto che centra l'auto, anche se questa si palesa improvvisamente ignoranto cartelli, divieti ed educazione stradale.

“Spettacolare incidente”.

Ecco, ho messo un punto perché questo mi ha fatto prudere le mani. Perché purtroppo una persona (proviamo a non dire motociclista) ci è morto e di spettacolare c'è solo... lasciamo perdere che voglio rimanere concentrato.

“Schianto spettacolare in moto”, ecco questo lo adoro. Schianto viene usato praticamente sempre, quasi come se fosse un suggerimento automatico del programma di scrittura: tu parli di moto e devi scrivere che si è schiantata. La cosa bella è che mi permette di essere fottutamente snob: schianto non è la botta, schianto in italiano è il rumore. Santo cielo almeno l'italiano: in moto mi scontro con un altro mezzo provocando uno schianto fragoroso. Ecco, così si usa schianto! Se scrivo che mi avete schiantato le balle non è corretto, devo scrivere che mi avete rotto le balle provocando un forte schianto.

Mi sono infine imbatutto in una “violenta sbandata”. Anche in questo caso, nessun elemento che accerti la velocità effettiva della moto ma leggendo salta fuori che c'erano delle radici che avevano creato degli scalini nell'asfalto.

Dimmi quanti km al giorno fai, e ti dico che viaggiatore sei

Instillare il dubbio della velocità eccessiva...

Certo, il signore ha fatto inversione dove non si può, non controllando se sopraggiuneva qualcuno ma il motociclista correva, fosse andato piano...

La strada in quel punto sembra una savana ma se la moto fosse andata più lentamente...

La verità è che anche a 30 km/h possono essere tanti, troppi. Solo che se nel titolo si utilizza schianto (erroneamente, fra l'altro), se usiamo l'aggettivo spettacolare o pauroso o tremendo è ovvio che il motociclista stava andando forte. Dire che centra un'auto è una supposizione di velocità eccessiva, manovra non a norma e magari anche imperizia. Tutto a carico del biker. Da ragazzino ho avuto un incidente in scooter. Uno si è dormito una precedenza e mi ha steso. Sono volato sul suo cofano ed ho perso i sensi. Stavo andando piano, ho rimosso parte di quello che è successo le due ore successive ma ho vivo il ricordo dell'impatto, quindi so quello che dico.

Non è vero che andiamo sempre come dei matti e dando la colpa sempre a noi, disegnandoci così, non si risolve un problema. Diteci cosa vi infastidisce, avete paura, vi facciamo paura sui nostri mezzi? Parliamone. Non saremo mai incolumi e magari la prossima volta saranno criminalizzate le escursioni in montagna.

Anche il fatto che si parli sempre di moto, anche se si tratta di scooter, non aiuta. Non lo dico per un attacco di celodurismo e intolleranza verso gli scooter, quando c'è un incidente nessun motociclista tira un sospiro di sollievo se il mezzo coinvolto è uno scooter. La differenza c'è: l'80% dei motociclisti usa la moto con consapevolezza, appassionandosi e vivendola come una passione; l'80% degli scooteristi vive le due ruote come un mezzo per spostarsi, non ne vive la passione, non se ne innamora, non ne legge, non copia gli amici più bravi, non presta attenzione al proprio mezzo. Ovviamente, per entrambe le categorie resta fuori il venti per cento.

Ma qui siamo fra di noi, penso che otterrò il consenso che penso. Solo che ce ne facciamo ben poco a dircelo fra di noi. Cosa si può fare? Non lo so e di sicuro non lo fanno queste righe. Però magari potreste condividerle e spiegarle, anzitutto a chi sapete vi ascolta.

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