Si parla tanto dell'evoluzione del design motociclistico negli anni, ma molto poco di quella riguardante le colorazioni, che come gli elementi di carrozzeria rappresenta spesso l'identità di un modello o di un intero brand. La storia dei colori sulle carene delle moto inizia da lontano e ora siamo arrivati ad avere vere e proprie "correnti" stilistiche anche per quanto riguarda i colori utilizzati e gli abbinamenti. Facciamo un piccolo viaggio a partire da un secolo fa.

Prima della guerra non c'era molta scelta cromatica

In tutto il mondo automotive che precede la Seconda Guerra Mondiale, la scelta delle colorazioni su auto e moto non era una vera e propria opzione. Solo le grandi e lussuosissime berline potevano permettere ai facoltosi clienti di personalizzare il colore della carrozzeria, per tutti gli altri che acquistavano un prodotto più economico la scelta era pressochè nulla. Henry Ford diceva della sua Model T "ogni cliente può avere una Ford T di qualunque colore desideri, purché sia nero". Per le moto la storia era la stessa, perchè in passato i processi di verniciatura e le stesse vernici erano assai più costose e rappresentavano un importante voce nel prezzo finale del mezzo.

Eppure i colori - anche senza possibilità di scelta - erano qualcosa di molto importante, perchè identificavano uno specifico modello agli occhi della gente. Ed è per questo che non riusciremo mai ad immaginare una BMW R32 o R12 di un colore diverso dal nero con i filetti bianchi, o una Brough Superior SS100 senza il tipico serbatoio spazzolato. C'è da dire che a parte i toni del nero e del grigio, l'unico altro colore che si vedeva sulle moto in quegli anni era il verde militare dei mezzi da guerra, ma questa non possiamo contarla come "tendenza stilistica".