Fischer MRX650 all’asta: la sportiva coreana che non ha mai decollato

Fischer MRX650 all’asta: la sportiva coreana che non ha mai decollato

Prodotta dall’americana Fisher tra il 2008 e il 2009, nasce con intenti molto ambiziosi: ma cambi di programma (e motore) e crisi economica le sono stati fatali

Redazione - @InMoto_it

Sono in molti a non aver mai sentito parlare della Fischer MRX650, superbike del 2009 dalla storia alquanto strana, e che è finita all’asta e ha trovato un nuovo padrone. La moto nasce dall’idea di Daniel Fischer, ex pilota motociclistico, che nel 2001 decide di realizzare una superbike tutta americana (almeno nel design). Un obiettivo ambizioso dato che, anche oggi, è davvero difficile sentir parlare di una moto le cui componenti arrivino tutte dallo stesso Paese.

Fisher inizia la sua opera firmando un accordo con la Rotax per dotare la sua creatura del bicilindrico a V di 60° V990, all’epoca utilizzato solo da Aprilia su moto come la Tuono e la RSV Mille. Ma quando la Casa di Noale lo viene a sapere, arrivano i primi ostacoli: Rotax, temendo l’abbandono del cliente più prestigioso, annulla l’accordo con Fisher. Siamo nel 2003, un momento non buono: Daniel Fisher aveva pianificato l’inizio della produzione l’anno successivo. Un bel problema, dato che con questo risvolto viene letteralmente a mancare il cuore della moto. Fisher, però, non vuole che il lavoro fatto sul telaio sia vano e, seppur rallentando notevolmente i piani produttivi, riesce a trovare un accordo con la coreana Hyosung, produttore di propulsori al debutto sul mercato asiatico per modelli più importanti, per un bicilindrico a V di 90° da 647 cc.

Il telaio

Dicevamo che Daniel Fisher non vuole vanificare il lavoro fatto sul telaio. Di che telaio si tratta? Realizzato per la Fischer MRX650 dall’americana Gemini Technology, il robusto telaio Trellispar non è stato costruito saldando insieme più pezzi, ma è effettivamente un unico pezzo. Va aggiunto poi che la parte a traliccio si trova all’interno della parte del longherone: il compromesso trovato da Fisher e Gemini per bilanciare rigidità e flessibilità e ottimizzare la maneggevolezza della moto.

La produzione della Fischer MRX650

Dopo ostacoli e cambi di programma, la Fischer MRX650 viene finalmente realizzata (e vengono anche abbandonati i piani patriottici di una superbike made in Usa). Se nel prototipo erano stati previsti sospensioni Öhlins e impianto frenante Brembo, la versione per la produzione si deve accontentare di un solo monoammortizzatore posteriore Öhlins, abbinato a una forcella anteriore Daesung USD da 43 mm completamente regolabile, e altre componenti arrivate Hyosung, tra cui i freni. Nelle versioni successive, si aggiungono alcune parti firmate Brembo. Il prezzo della Fischer MRX650, nel 2009, è di 7.999 dollari (al cambio attuale poco più di 6.500 euro). Come sappiamo, quelli sono anche gli anni della crisi economica: i piani di Fisher di creare una sua rete di rivenditori vanno in fumo e così anche eventuali aggiornamenti della moto, di cui sono stati realizzati circa 30 esemplari.

Il modello all’asta

Uno di questi modelli è stato messo all’asta su Iconic Motorbike Auctions, e sembrerebbe una delle prime MRX mai costruite. Ha percorso 11.200 km, e stando a quello che afferma il venditore non ha problemi meccanici. L’asta, aperta dall’8 al 10 giugno 2021, è terminata con un’offerta di 7.276 dollari (quasi 6.000 euro), non troppo lontano dal prezzo originale. Ma per molti questa moto rappresenta una vera e propria rarità.

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