Oramai è un dato acclarato, il termometro dell’emotività collettiva su due ruote vede salire significativamente la propria temperatura tutte le volte che si guarda al passato. Carenza di idee da parte delle Case? Colpa del marketing? Del mercato globalizzato? Dell’ossessiva necessità di realizzare prodotti adatti a tutti e a tutte le latitudini, a discapito di emozionalità e carattere? O forse si tratta solo di nostalgia canaglia?  Sta di fatto che i costruttori, ormai, puntano sempre di più a richiamare, o a reinterpretare, il proprio passato in chiave contemporanea. Insomma, delle vere e proprie “cougar”, ma toniche come teenagers. E se inizialmente il fenomeno heritage ha riguardato soprattutto l’universo delle “scarenate” - scrambler, classiche, café racer e compagnia cantando - adesso la platea si allarga, invadendo anche altri segmenti, come dimostra l’arrivo sul mercato di mezzi come la MV Agusta Superveloce, la BMW R 18 o la Moto Guzzi V85 TT.

IDEA PLAUSIBILE

Un lungo preambolo, per dire che non stupisce, quindi, la visione di Bezzi di una Yamaha Ténéré 700 in salsa heritage, con chiari richiami agli anni d’oro dei rally africani (anzi, la sua è un’ipotesi assolutamente plausibile). Una versione che, fatte salve impostazione, prestazioni e assetto della moto attuale, possa vantare un’autonomia superiore - dal disegno sono evidenti i serbatoi maggiorati da vera sahariana - oltre a sfoggiare un look da “moto factory anni 90”, come lui stesso dice.

ALLA DAKAR, COME AL BAR...

Il risultato finale, quindi, sarebbe un mezzo modernissimo, come l’ultima versione della bicilindrica Yamaha, capace però di maggiore percorrenza e di esprimere un fascino esplosivo, grazie anche a sovrastrutture in alluminio per i serbatoi, e a carenature leggere in fibra di carbonio. Insomma, se la Guzzi V85 TT è stata definita una “classic travel enduro”, la Ténéré di Bezzi potrebbe essere sintetizzata così: “classic rally enduro”. Ed è subito Paris-Dakar.
Anche in centro, all’ora dell’aperitivo. Per il deserto, poi forse un giorno, chissà…